Mubarak agli arresti per 15 giorni
Oggi diverse fonti riportano la notizia che Hosni Mubarak e i suoi figli, Alaa e Gamal,sono stati posti agli arresti per 15 giorni con l’accusa di corruzione e appropriazione indebita. L’annuncio della convocazione da parte del procuratore del Sinai meridionale, Abdullah al-Shazli, aveva scosso il “faraone” che non riusciva a capacitarsi di come fosse possibile un’accusa del genere nei suoi confronti, sbandierando la sua innocenza ai quattro venti. L’interrogatorio è iniziato ieri quando l’ex Presidente e la sua prole erano stati condotti nella città di Al Tor, capoluogo del Sud del Sinai. Durante l’interrogatorio Mubarak è stato colto da un attacco cardiaco e trasferito d’urgenza all’ospedale di Sharm El Sheikh, anche se adesso le sue condizioni sono stabili.
Tuttavia l’incidente non ha impedito che fosse emessa la disposizione sulla custodia cautelare che ha coinvolto tutti gli accusati. Infatti Alaa e Gamal sono stati condotti nel penitenziario di Tora al Cairo. Questi ultimi si presume siano complici dell’ordine emesso durante la rivolta antiregime di sparare sui manifestanti, nei cui scontri persero la vita circa 800 persone.
Dunque l’appello della piazza di venerdì scorso per un’imminente processo al presidente, deposto due mesi fa, e a suoi familiari, è stato accolto dal Cosiglio supremo delle forze armate e dal suo capo, il maresciallo Hussein Tantawi.La magistratura non si è lasciata intimorire dalle ripetute smentite dello stesso Murabak che in un messaggio alla radio aveva riferito che si sarebbe difeso con tutti i mezzi legali dalle calunnie poste in piedi dai suoi nemici.
Una storia che ci è abbastanza familiare; capi d’accusa che non risultano nuovi alle nostre orecchie...sarà forse che la giustizia funziona meglio in un paese allo sbaraglio piuttosto che in uno Stato definito democratico quale l’Italia?
(Fonti:Ansa, Peace Reporter, FocusMo)
Roberta De Luca/DEApress
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