Già da adesso che la prescrizione breve è passata alla Camera – anche se ufficialmente deve ancora attendere il responso del Senato - il Pdl e Berlusconi si arrogano il sopravvento di riproporre il conflitto di attribuzione, voler punire i PM di Milano, inviare loro gli ispettori, riproporre la legge bavaglio.
Questa prima vittoria ha ridato loro nuova adrenalina per ripercorrere i tentativi di destabilizzazione Istituzionale mettendo in crisi, più di quanto non lo è già, il Paese Italia.
A Milano si vedono affissi manifesti con scritte: “Via le BR dalle procure” e “Toghe rosse ingiustizia per tutti”. Gli autori di queste affissioni – si legge nel quotidiano “La Repubblica” di oggi – con denominazione “Associazione dalla parte della democrazia” si sono manifestati subito dopo il coinvolgimento di Silvio Berlusconi nell'inchiesta milanese sul rubygate; ma in quell'occasione i toni erano, se non altro, meno offensivi. Il Comune – ricorda il quotidiano – non ha preso nessuna iniziativa in merito sebbene fosse stato in suo potere. Il Procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati decide questa volta di emettere un comunicato per stigmatizzare “le espressioni critiche nei confronti della magistratura” ricordando che nel capoluogo lombardo le brigate rosse ci sono state davvero, ma per uccidere i magistrati.
In un clima così caotico, dove nulla viene fatto, da parte del Governo e della sua maggioranza, in sostegno alla Nazione, dove la crisi economica è ancora galoppante,la disoccupazione dilaga, rimangono irrisolti i problemi del precariato, della scuola sempre meno in grado di far fronte alle sue esigenze, di una ricerca che rimane moribonda in mancanza di sovvenzioni utili per progredire bene nel suo operato; in questo clima così logoro, dove anche le opposizioni, ormai da anni, non sono in grado di sostenetere una sostanziale contrapposizione, e l'attuale presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha chiaramente denunciato la solitudine delle imprese da parte della politica, il suo predecessore Luca Cordero di Montezemolo sembra preparare il suo ingresso in politica puntando al crollo del sistema Berlusconi.
“Se la situazione continua a peggiorare, se questo è lo spettacolo che ci viene offerto, cresce la tentazione di entrare in politica” sono le sue parole rilasciate durante l'ultimo intervento pubblico a Napoli di fronte ai sindacati di polizia e riportate nell'articolo de “L'Espresso” di questa settimana.
Gianfranco Fini – ex fondatore, insieme a Berlusconi, di Forza Italia – ha già da tempo avverito l'esigenza di contrastare il suo ex alleato in un progetto di assoluta incoerenza polititca.
Sembra che le vere opposizioni alla destra non siano più sostenute dai suoi contrappositori storici ma siano favorite dalla stessa destra ormai stanca del sistema Berlusconi.
L'inesistenza della sinistra ha portato al suo fallimento e l'attuale “area moderata” che riveste il Pd rimane complice del suo silenzio e sostanzialmente inutile della sua presenza in Parlamento.
E' auspicabile che le nuove opposizioni possano realizzare una migliore e maggiore efficacia nel contrastare l'attuale autocrazia e sostenere anche e soprattutto le fasce meno abbienti così pesantemente penalizzate.
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