La Francia si appresta ad interrompere Shengen per non fare entrare immigrati nel loro Paese.
Per quanto opinabili siano le sue ragioni resta il fatto che l'Europa non è pronta ad un concetto di apertura oltre i suoi confini.
Non solo la Francia si è dimostrata ostile all'accoglimento ma anchedai vertici dell'UE è stata difesa la sua posizione di respingimento.
In Italia, la decisione di dare permessi temporanei è stata criticata anche dalla Germania la quale favorisce la presa di posizione francese.
Mai la “'Unione” Europea si trova più disunita: il rapporto di “unione” vale per le valutazioni monetarie, finanziarie, economiche. Ma quando si devono valutare le decisioni in rapporti umani ecco che allora tutte le frontiere sono pronte a richiudere i loro ingressi, a sostenere la propria “sovranità” nazionale, a prevalere l'interesse privato contro il bene collettivo.
“L'Unione” diviene sinonimo di iniquità, sofferenza, intolleranza. L'unione dei popoli è ancora una lontana realtà; quasi un'utopia.
Nulla sono significati la fine di un regime, il crollo del muro di Berlino, l'entusiasmo dei giovani per la speranza di un mondo migliore, di un vero interesse per la pace. Continua a prevalere il gusto per il proprio orticello, la paura di perdere i propri beni, i propri privilegi, la paura del diverso, lo sgomento xenofobo.
La maggior parte dei Paesi europei – compresi quelli di provata democraticità, come la Svezia - hanno improvvisamente cambiato i loro orientamenti: alle elezioni hanno prevalso – in quasi tutti gli Stati – le politiche più conservatrici e maggiormente estremiste nelle loro convinzioni.
Il rispetto dei valori umani ha perso di considerazione e importanza .
Il Preambolo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea – solennemente proclamata il 7 dicembre 2000 a Nizza, recita testualmente: […] Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà e della solidarietà; […]
Una dichiarazione tanto solenne quanto disattesa nella sostanza del suo contenuto.
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