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Bliz dei vigili alla Fortezza a Firenze

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Firenze - Stamattina, sul far del giorno, verso le 5, un drappello di vigili urbani ha portato la risposta dell’amministrazione comunale al gruppo di ragazzi somali, eritrei ed etiopi che da sabato scorso si sono accampati davanti alla Fortezza da Basso. Motivo del presidio, la richiesta di una struttura in cui attivare un percorso di integrazione e accoglienza, quello da cui il gruppo è stato escluso. Risposta dell’amministrazione: un amaro risveglio, secondo i ragazzi doloranti e impauriti, fra cui alcuni italiani, a suon di calci e minacce per farli uscire dalle minuscole tende. Minacce che in particolare sembrano aver colpito i migranti che parlano l’italiano, "invitati" a smettere di intervenire in prima persona.

Il fatto, secondo la ricostruzione dei testimoni, è accaduto intorno fra le cinque e le sei della mattina.

Il blitz ha sorpreso i richiedenti asilo ancora immersi nel sonno. Il gruppo di vigili in borghese si è abbattuto sulle persone urlando, strattonando e calciando i ragazzi, tentando di farli desistere dal presidio. A questo scopo, molte tende sono state distrutte, sequestrate cibo e coperte. Tre ragazzi hanno scavalcato il parapetto del cavalcavia, minacciando di saltar giù, trattenuti dai compagni.

Poco lontano, stazionavano una macchina della polizia e una dei carabinieri.

"Si tratta di un atto intollerabile – commenta Lorenzo Bargellini, leader del Movimento di Lotta per la Casa, solidale con la protesta – dopo tre giorni sotto il sole cercando di ottenere una risposta, non solo si rifiuta il confronto, ma l’unica soluzione è quella muscolare. Inaccettabile".

Inaccettabile anche per Ornella De Zordo, la consigliera comunale di Unaltracittà, che ieri, insieme al consigliere Tommaso Grassi, aveva depositato in consiglio comunale una domanda d’attualità chiedendo al sindaco e alla giunta "come intendesse muoversi riguardo alle richieste" avanzate dal gruppo.

"In realtà, sono state attivati vari programmi di accoglienza in tutta la regione – spiega De Zordo – il problema è che a questi ragazzi da due anni stanno proponendo solo soluzioni tampone che non hanno niente a che fare con un loro vero inserimento sociale. La maggior parte di loro proviene da paesi soprattutto del nord Europa, dove erano stati alloggiati, mandati a scuola, dove avevano trovato lavoro. In seguito all’accordo di Dublino, sono stati nuovamente espiantati e rimandati in Italia, vale a dire nel paese in cui avevano toccato terra".

E qui, hanno trovato un calvario infinito, fatto di qualche mese nell’Albergo Popolare, poi in qualche struttura, poi nelle occupazioni, unico luogo di ricetto rimasto.

"Non vogliamo elemosine – precisa una ragazza italiana che appartiene al gruppo che gestisce il Kulanka, un centro di accoglienza e inserimento cresciuto attorno a un’occupazione – solo una struttura che consenta a questi ragazzi di acquisire gli strumenti per affrontare le questioni fondamentali: imparare la lingua, cercare lavoro, costruirsi un futuro".

Una struttura che possieda i requisiti per fare eventualmente domanda di ammissione all’ormai prossimo bando regionale sull’autorecupero.

Ora in molti sono stanchi. In molti vorrebbero andarsene, ma per qualche motivo la Questura ha bloccato i loro titoli di viaggio. Così s’arriva all’assurdo che non possono andare via, non possono rientrare in uno dei programmi appositi (a causa del numero chiuso, sostiene l’amministrazione), mentre le occupazioni sono tenute sotto scacco.

Una situazione cui hanno voluto rispondere accampandosi in un luogo visibile della città, per rompere quel velo che fa di loro degli "invisibili".

E la risposta dell’amministrazione, per ora, è quella arrivata stamattina alle 5, in sul far del giorno.

Unico spiraglio, un incontro con l’assessore regionale Allocca che si terrà nel pomeriggio, intorno alle 16,30. Una delegazione presenterà ancora una volta la richiesta di una struttura che consenta un minimo di stabilità ai richiedenti asilo.

Intanto, le tende sono state nuovamente rizzate e i ragazzi rimangono lì, in attesa.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Maggio 2011 16:21 )  

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