Il problema dei rifiuti che in queste settimana sta emergendo dalla situazione di Napoli rappresenta una crisi creata ad hoc da Bassolino, Bertolaso e dal governo regionale Campano. Il fallimento della Fibe, cui era stato appaltato il servizio della gestione dei rifiuti attraverso l'incenerimento, ha portato alla situazione attuale la quale non è altro che la risultante di un una situazione che era stata prevista e preannunciata. La domanda da porsi sta nel perchè si sia voluti arrivare all'emergenza senza vagliare le ipotesi avanzate ormai da tempo dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero le cui proposte riguardano il riciclaggio attraverso la raccolta porta a porta, sono meno costose, creano posti di lavoro e sono a basso impatto ambientale e sanitario, oltre a richiedere una riduzione a monte dei rifiuti. La risposta sta negli interessi delle ecomafie e in un sistema produttivo che non può far a meno di produrre merci e imballarle con plastiche e polistoroli, ovvero l'ultimo anello della catena di produzione della raffinazione del petrolio: come per l'uranio impoverito, così anche in questo caso per gli industriale sembra uno "spreco" non utilizzare così tanti scarti. Ecco il motivo per cui compriamo prodotti che per i tre quarti, non appena acquistati sono già rifiuto.
Se allarghiamo poi l'orizzonte non possiamo par far a meno di notare che tutti i servizi, siano essi acqua, luce o trasporti, rappresentano oggi un boccone appetibile per amministratori delegati e consiglieri di Spa il più delle volte create ad hoc per privatizzare denaro pubblico, nominando consigli di amministrazione che sono lo specchio dei rapporti clientelari presenti sul tutto il territotio nazionale: la Campania non è che l'esempio dove le contraddizioni sono più evidenti e estreme, ma è un ottimo esempio per smascherare i legami tra economia legale e illegale.
In tutto questo però credo che il volontariato centri ben poco, o meglio, è la forma attraverso la quale il cittadino ha la possibilità di ripulirsi la coscienza e individualmente sentirsi in pace con se stesso mentre il suo Stato continua a spendere soldi pubblici in misioni di Guerra e tagliando fondi alla sanità, alla scuola pubblica e continuando a chiedere sempre più sacrifici ai lavoratori.
Il volontariato è una sorta di confessione tramite la quale - in buona fede - espiamo i nostri peccati ma nello stesso tempo sopperiamo alle mancanze dell Stato e degli Enti locali che continuano a vivere sulle spalle di un popolo che lavora.
Nella parola volontario però sta l'essenza della scelta indivuduale di scegliere se mettersi gratuitamente alle dipendenze di una struttura: perchè allora quando questo viene a mancare si punta il dito contro coloro che non si impegnano abbastanza per il prossimo?
Forse perchè questo sistema basato sulla guerra e la sopraffazione sente la mancanza di chi ad un certo punto decide di tirare i remi in barca e pensare alla sua sopravvivenza quotiniana, in un quotidiano di precarietà e assenza totale di diritti, o anzi, decide di dedicare la sua volontà ad un progetto diverso e ad un impegno basato sul riaffermare l'esigenza di diritti e garanzie in una vita che non da prospettive future: la volontà di cambiare questo sistema.
Purtroppo però il "volontariato" è vincolato da leggi non scritte e superata una certa soglia il "volontariato" non piace più nè alla Chiuese nè allo Stato, come quello di chi si batte sul proprio posto di lavoro o all'interno delle Università.
Davide Pinelli - DEApress
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