Commentare certi articoli de "Il Sole 24 ore" è oramai come sparare sulla Croce Rossa...Il problema come sempre è che dalla tregedia alla farsa (e viceversa) c'è sempre un passo solo....Oggi leggiamo -e dovrebbe metterci di buon umore, se solo potessimo sospettare che l'autore non crede a ciò che che scrive- un'articolo, a firma G. Vaciago, intitolato "L'imperativo della crescita"(http://24o.it/Cq4I )...Il solo titolo è indicativo del fenomeno decrivibile come "comicità involontaria", ma senza conoscere l'autore potremmo sperare nell'ironia, nella levità....Nulla di tutto ciò. Estrapoliamo qualche frase dal suo contesto: " In sé un mercato del lavoro che funziona bene migliora l'efficienza (ciascuno lavora dove è più produttivo) e l'equità (non ci sono privilegiati ed esclusi), ma non necessariamente la crescita." Dunque del moderno schiavismo non viene soltanto esaltata la sua efficienza ( stile "ineluttabilità del fato") ma persino l'equità (in un mondo in cui tutti sono sconfitti, nessuno risulta vincitore). Ma ancora ciò non basta...E poche righe più tardi apprendiamo anche il perchè: " tutto è più difficile in un Paese che da 15 anni non cresce." Permane il dubbio sul soggetto di cui viene lamentata la scarsa crescita, ma certo non è l'ironia dei commentatori. Supponiamo arbitrariamente che si tratti del famigerato PIL "sacro graal" del moderno schiavismo, meta irraggiungibile, e solo per questo quanto più desiderabile! Seguitando a leggere si insiste nel concetto: è la crescita il Soma dei Veda, la sostanza misteriosa di cui si predica la capacità di operare i più stravaganti miracoli (come, e questo Mr.Vaciago lo cita espressamente, la piena occupazione, mai realizzata dall'inizio del sistema economico moderno, se non nei paesi a economia socialista)....Ed è un vero peccato che tanta commovente fede sia rivolta alla carne che divorebbero -solo ci fosse!- i nostri pescicani...Si prosegue poi lagnandosi dell'Europa che non fà abbastanza o quantomeno non fà cose giuste per raggiungere "lo scopo sublime", e si conclude con una "dichiarazione programmmatica", in stile imperioso, come conviene a tanta gravità: "Senza una iniziativa politica forte e rinnovata nei suoi due principi essenziali, l'Europa continua ad essere il nostro freno invece di essere una marcia in più, e ciò rende più complicato raggiungere i tanti nostri altri obiettivi. ". Se di fatto l'Europa, malgrado le pessime intenzioni di tutti, frenasse oggettivamente la voracità dei pescecani locali, solo per quello "ne varrebbe la pena"....Ma certo la civiltà non rientra nei "tanti nostri altri obbiettivi"...Espressione che a dire il vero contiene una velata minaccia: e quale altra barbarie vorranno realizzare i gentili signori in cravatta, cellulare e "Sole 24 ore" sulla scrivania?
Fabrizio Cucchi, DEApress
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