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Il ritorno del problema della fame

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La fotografia non è nuova: cade sulle ossa la pelle di un bimbo etiope, la cui pancia è gonfia per gli effetti della malnutrizione. Il mondo ha visto questa immagine della fame africana.

Questa foto da sempre ha provocato empatia per i bimbi sottosviluppati di tutto il mondo. Ma spesso si perde in una galleria di immagini, considerata meno importante di quelle del terrorismo o delle emissioni delle armi nucleari che minacciano direttamente la stabilità della pace mondiale.
Fino ad oggi, quando i pressi crescenti del cibo e la penuria di raccolti in tutto il mondo hanno indotto atti di violenza legati al cibo in 14 diversi paesi. Il nuovo fattore che sta direttamente disturbando la pace mondiale è la fame.
Il 2008 ha visto il mondo in preda alla “peggiore crisi di cibo in una generazione”, che si è estesa ben al di là dei prevedibili confini dell’Etiopia. Le Nazioni Unite prevedono che 37 paese saranno in condizione di crisi dovuta all’innalzamento dei prezzi del cibo. Questo tipo di crisi non è legata solo alla fame, ma all’inevitabile sommosse popolari create da persone affamate e infelici.
La sofferenza raggiunge il suo apice peggiore tra le popolazioni urbane povere, che difficilmente possono superarla visto che sono sempre raggiunte per prime dall’aumento dei prezzi. Ma l’attuale crisi di cibo non è più una faccenda esclusiva dei poveri.
Tutti i paesi si trovano in difficoltà a causa della carenza mondiale di riso e cereali. I magazzini Grocery di San Francisco sono stati obbligati a mettere un tetto alla quantità di riso acquistabile dai clienti, mentre il governo del Bangladesh distribuisce cibo razionato e I cittadini cinesi devo aspettare in code colossali soltanto per l’olio da cucina.
Il problema della scomparsa dell’alimentazione di base si sta ulteriormente ramificando. La mancanza di cereali diminuisce la disponibilità di mangime per gli animali da allevamento, facendo diventare la carne e il pesce più difficili da trovare e anche più costosi. Gli agricoltori non sono in grado di affrontare la crescente richiesta di cibo senza alzare i propri prezzi di vendita.
Buona parte della crisi del cibo è stato attribuita al riscaldamento globale. Siccità e inquinamento influiscono sui raccolti creando un effetto domino tra gli animali da pascolo e quindi tra gli esseri umani. Mentre  stati del pianeta legiferano  insieme nella speranza di invertire gli effetti del riscaldamento globale, altre organizzazioni come il Programma Alimentare Mondiale hanno iniziato a razionare il cibo alle aree sofferenti nella speranza di dare qualche aiuto alla crisi corrente.
Gli esperti predicono che questi sforzi richiederanno più di una decina d’anni per ridurre di nuovo il costo del cibo. Comportando, di conseguenza, che il mondo sarà costretto a fare i conti con meno cibo e a prezzi più alti, e che la foto del bambino denutrito diventerà ubiqua in modo allarmante.

Ansley LaBarre

(Traduzione: Fabrizio Cucchi - Giulio Gori)



The picture is not a new one: skin hangs from the bones of an Ethiopian child whose belly is swollen round from malnutrition.  The world has seen this image of African hunger.
This picture has always evoked empathy for the starving babies of the globe.  But often it is lost in a gallery of images, dubbed less important than those of terrorism or nuclear warfare issues that directly threaten the stability of world peace.

Until now, when rising food prices and harvest shortages across the globe have induced acts of food-related violence in 14 different countries.  The newest factor that is directly disturbing world peace is hunger.
2008 finds the world in the “worst food crisis in a generation,” extending much farther than the expected borders of Ethiopia.  The United Nations predicts 37 countries will be in states of crisis due to rising food prices.  This crisis does not just refer to famine, but also the inevitable civil turmoil that arises from hungry and unhappy people.
Suffering is worst among poor urban populations, who could barely make ends meet even before the hike in prices.  But the current food crisis is no longer and issue of the poverty line.
Every country is affected because of the global shortage of rice and wheat.  Grocery stores in San Francisco are forced to put a cap on their customers’ rice purchases, while the government of Bangladesh assigns food rations and Chinese citizens must wait in monumental lines just for cooking oil.
The problem that is rooted in these disappearing food staples is branching further.  The lack in grains decreases the availability of feed for farm-raised animals, making meats and fish harder to find and more expensive as well.  Farmers are not able to afford the growing demand for their food without raising prices themselves.
Much of the food crisis has been attributed to global warming.  Drought and pollution effect crops, creating a domino effect among grazing animals and eventually human beings.  As countries across the globe ban together in hopes of reversing the effects of global warming, other organizations like the World Food Programme have started rationing food to suffering areas in hopes of giving some aid to the current crisis.
Experts predict that this effort will take more than a decade to reduce the cost of food once again.  Meaning the world will be forced to cope with less food at higher costs, and that photo of a starving child will become alarmingly ubiquitous.

Ansley LaBarre

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 24 Luglio 2008 13:41 )  

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