Barack Obama, parlando di pace in Medio Oriente, ha dichiarato che Gerusalemme sarà la capitale di Iaraele e solo di Israele.
Premesso che un’affermazione di questo tipo non stupisce, specie perché il candidato deve ingraziarsi l’elettorato ebraico, generalmente vicino ai democratici, stupisce che gli Stati Uniti continuino a proporsi come arbitro delle trattative politiche tra Palestina e Israele: come suggeriva Edward Said, come si può essere arbitri se si è anche parte in causa?
Stupisce inoltre la scarsa conoscenza della questione palestinese da parte di un candidato che dà molta importanza alle relazioni internazionali. Come può Obama non conoscere la realtà demografica di Gerusalemme? Come può dimenticare l’occupazione militare che si protrae da 41 anni?
Premesso che un’affermazione di questo tipo non stupisce, specie perché il candidato deve ingraziarsi l’elettorato ebraico, generalmente vicino ai democratici, stupisce che gli Stati Uniti continuino a proporsi come arbitro delle trattative politiche tra Palestina e Israele: come suggeriva Edward Said, come si può essere arbitri se si è anche parte in causa?
Stupisce inoltre la scarsa conoscenza della questione palestinese da parte di un candidato che dà molta importanza alle relazioni internazionali. Come può Obama non conoscere la realtà demografica di Gerusalemme? Come può dimenticare l’occupazione militare che si protrae da 41 anni?
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