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L` immutabile verita` della televisione

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Ogni sera a cena mi sforzo di seguire il telegiornale con uno spirito nuovo, provando a “leggere” oltre le semplici notizie, scrutando alla ricerca di un possibile spiraglio di luce all’orizzonte.
Ogni sera, mestamente, devo riporre nel cassetto il mio insignificante ottimismo.
I miei tentativi ancora una volta si sono rivelati vani. Il palinsesto televisivo ormai ci spinge a compiere un impossibile “zig-zag” tra le troppe notizie tragiche, le quotidiane storie di ordinaria follia, i diritti che vengono negati a gran parte dei cittadini, le ordinarie storie di mala sanità all’italiana e l’onnipresente crisi economica globale che avanza e che presto ci travolgerà tutti, senza lasciare alcuna via di scampo. Come se tutto ciò non bastasse, ci sono anche i nostri adorabili politici, che si preoccupano di non farci mai mancare le loro “alitate” di freschezza, con dichiarazioni mai banali, basate su sani principi etici e sempre volte a tutelare le “fasce più deboli” della popolazione.
Questo imbarazzante spettacolo va in scena quotidianamente dentro a tutte le case italiane (ad eccezione di coloro che, illuminati da un’intuizione geniale, hanno capito che si può anche vivere senza la televisione):  sembra quasi una strategia studiata nei minimi dettagli per farci cadere tutti in una sorta di catalessi da pessimismo cosmico, precludendoci pure la possibilità di ambire ad un futuro migliore. Ed ecco allora che l’essere umano, accorgendosi di non avere neanche più la possibilità di sperare, si rifugia con tutte le sue forze nella più fervida e rassicurante fantasia.
Da qualche giorno, abbandonato in catalessi di fronte ai tentacoli ipnotici del televisore, ho deciso di iniziare a fare un “gioco nuovo”, semplice e divertente: ogni volta che sullo schermo appare in tutta la sua magnificenza una dichiarazione rilasciata da un politico, mi immagino che le sue parole comincino sempre con: “Non è vero che”. Un esercizio di stile un po’ fuori dal comune, lo ammetto, ma che sta riuscendo a farmi “digerire” meglio il solito minestrone politico in salsa italiana, regalandomi qualche spunto di riflessione ed alcuni  momenti di assoluta comicità involontaria.
Proprio ieri le mie orecchie “immaginarie” hanno ascoltato Berlusconi che diceva, senza scomporsi troppo: “Non è vero che sono perseguitato dalla magistratura!” e pure (per par condicio)  Veltroni che dichiarava austero: “Non è vero che Berlusconi è un mio avversario politico”. Ho avuto poi un sobbalzo mentre un gruppetto di parlamentari ha iniziato a gridare in coro: “Non è ancora arrivato il momento di tagliarci lo stipendio!”, per poi letteralmente trasalire alla visione di Bush, che di fronte alle televisioni di tutto il mondo ammetteva candidamente: “Non è vero che Bin Laden ha organizzato l’attentato dell’undici settembre, sono stato io!” .
A volte, mentre mi perdo dentro a questo mio assurdo mondo immaginario, sento una vocina che si fa strada pian piano dentro me e bisbiglia sorniona: “La realtà è diversa, vero? No, perché qui sembra tutto così terribilmente reale!”.

    

Massimiliano Locandro

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