Secondo i giornali di qualche giorno fa il proprietario di una vecchia e cadente fabbrica di cappelli di paglia di via Pistoiese
ha presentato nel 2000 un Piano di recupero per realizzare alloggi e un giardino pubblico al posto della fabbrica ormai
dismessa.
Il Comune, nei 9 anni trascorsi, non ha mai risposto. Il 19 marzo scorso, in compenso, ha emesso un’Ordinanza con cui
impone al proprietario l’abbattimento delle parti pericolanti della struttura.
Stessa storia con il residuo della vecchia fabbrica Gover, lì vicino: il proprietario, circa 6 anni fa, quando l’attività di produzione è
stata interrotta, ha presentato un Piano di Recupero per bonificare l’area (amianto sulle coperture e terreno inquinato dalle
lavorazioni di gomme) e per realizzare alloggi e, insieme, una fascia di verde pubblico che sarebbe andata a incrementare il
verde già realizzato nell’ambito del programma di Riqualificazione confinante, creando un notevole polmone di verde
per il Quartiere. Il Comune, in tutti questi anni, non ha mai risposto. Ma il 25 marzo scorso è pervenuta un’Ordinanza
con cui l’Amministrazione Comunale imponeva al proprietario di provvedere alla bonifica delle coperture in eternit.
Ci chiediamo: perché lasciare che le fatiscenti strutture crollino da sé (con evidenti pericoli per i residenti della zona),
invece di accelerare la realizzazione di quegli alloggi, completi di verde pubblico, che contribuirebbero a completare
la riqualificazione delle Piagge, liberando la zona dal degrado ambientale e sociale in cui ancora in parte
si dibatte (discariche abusive, abitazioni di fortuna, danneggiamenti, ecc.)? Si tratta di incuria? Di cialtroneria? Di disinteresse per le periferie?
Come mai in tutte le altre parti di città si costruisce, anche nei cortili, e alle Piagge non è possibile neppure recuperare il
volume di una vecchia fabbrica in disuso? Oltretutto con qualche elemento di disparità nei confronti dei proprietari di analoghe fabbriche dismesse: paradossale è
il caso di Gover (cfr. foto) dove una buona porzione della fabbrica è stata già recuperata con tutti i permessi del Comune e
una parte no.
Cosa è cambiato? Forse la recente inchiesta di Anno Zero ha fatto precipitare la situazione e si è tentato di correre ai ripari con improvvise
Ordinanze?
Questi provvedimenti ci sembrano tardivi, un semplice tampone per coprire il disinteresse dell’Amministrazione in tutti
questi anni: i frutti della solita “navigazione a vista”, attenta ai progetti di sfruttamento della grande rendita immobiliare più
che agli interessi dei cittadini.
In realtà, i due edifici industriali ancora abbandonati avrebbero potuto essere recuperati e messi in sicurezza già da molto
tempo a completamento di quel vero e proprio “pezzo di città” realizzato negli ultimi quindici anni dove si alternano residenze, a
ttrezzature pubbliche, commercio, parcheggi e giardini.
Qualunque obiettivo e disegno potesse avere l’Amministrazione (ammesso che ne avesse),
i cittadini hanno perso un'opportunità.

Il giardino che verrà inaugurato a breve accanto a l'area ex-Gover
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