Ci siamo già dimenticati del Tibet? Solo perché le olimpiadi sono passate quasi da un anno, ci siamo dimenticati di tutti risvolti negativi che sono emersi? Sembra di si. Non mi ricordo quando è stata l'ultima volta che ho letto una notizia sul Tibet, ma la situazione non è cambiata da un anno a questa parte. Il Tibet fu invaso dalla Cina nel 1950 e da quell'anno a oggi (e la cosa non sembra aver voglia di terminare) la situazione è rimasta la stessa o è anche peggiorata. Ogni giorno i tibetani vengono presi, torturati e incarcerati; le donne subiscono una sterilizzazione forzata e vengono costrette ad abortire. Infatti la popolazione tibetana è diventata una minoranza nel proprio Stato, un paradosso, però è questo ciò che sta accadendo. L'ambiente è irrimediabilmente compromesso: deforestazioni e scarico di rifiuti tossici sono solo alcune tristi cause. I diritti fondamentali umani sono continuamente negati: nessun diritto di parola, persecuzioni per il credo religioso e incarceramenti senza processo. Quasi tutto il patrimonio artistico è stato distrutto durante gli anni: si stima che i templi rasi al suolo siano circa 6000. Tutto questo sta accadendo sotto gli occhi di tutti e soprattutto sotto il naso di quelle organizzazioni internazionali che dovrebbero difendere i diritti umani dai soprusi. Purtroppo sembra che anche per difendere le basi della civiltà, che sono state costruite durante i secoli e con molta fatica, nessuno vogliamuoversi se non c'è qualcosa in palio. Viviamo in un mondo in cui un fatto che suscita enorme scalpore, senza però aver a che fare con i soldi, viene dimenticato nel giro di poche settimane. Solamente a poche persone importa che il mondo abbia preso una direzione sbagliata; ci accontentiamo di essere spettatori della vita e non protagonisti.
MatteoGhetta
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