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Domenica 26 Luglio 2009 01:12
Riccardo Fratini
Fin dall’antichità il rapporto con il sesso e l’ istintualità sono sempre stati presenti nelle società e nelle varie epoche in tutti i ceti sociali. La prostituzione ha antica memoria nei tempi e benché a volte apprezzata e a volte criticata a seconda dei vari benpensanti del momento, - ma soprattutto dalla chiesa - ha comunque contribuito a sollevare molte problematiche legate alla sfera maschile. Sia agli inizi che in tempi più recenti spesso i ragazzetti alle prime armi, vergognosi del proprio corpo, timidi, hanno trovato in queste conoscenze la forza e a volte il coraggio di affrontare se stessi in un momento delicato della propria età.In tempi più recenti la prostituzione ha vissuto una convivenza con la comunità quasi anonima: si sapeva che c’era ma nessuno ci faceva caso mantenendo una coscienza del “vivi e lascia vivere”: chi non era d’accordo non andava, chi era propenso sì.Successivamente è stata fatta una gran confusione tra chi criminosamente sfrutta questa professione e il concetto di una eventuale libera scelta di chi la esercita. La criminalità prevale su questa realtà laddove si lascia questa professione nella illegalità, purtroppo l’Italia è tra questi paesi dove non esiste una regolamentazione né una legge che protegga e/o difenda invece di reprimere. La scelta di frequentare prostitute resta libera quando tra cliente e professionista non esista violenza, sopraffazione, squallore ma possa invece istaurasi un rapporto di libera conoscenza, di amicizia, affettività e soprattutto di reciproco rispetto.Personalmente ritengo che la prostituzione debba e possa essere ringraziata per quei casi di emarginazione maschile che non di rado sono una realtà come ad esempio la sofferenza della solitudine o altri disagi psicologici.C’è poi chi va per puro divertimento avendo possibilità economiche e magari non si è mai sposato pur restando in un concetto di reciproco rispetto e assolutamente privo di violenze, pregiudizi o altro che esula da questo contesto. Ma quando a pagare una escort è un Presidente del Consiglio appoggiato da una maggioranza che avvalla leggi che reprimono questa professione – e non solo il suo sfruttamento criminoso – e lo stesso Presidente ufficialmente non è favorevole al contributo che il cliente comune offre alla escort perché tacciato di favoreggiamento, ecco che entriamo in un paradosso colossale dove manca completamente di coerenza istituzionale e che stona con una reputazione che un capo di governo dovrebbe tutelare per se stesso, per il proprio paese, per la sua reputazione internazionale. Quando si vuole esercitare cariche così rilevanti, il senso dello Stato deve sempre prevalere sulle scelte personali in particolar modo quando queste scelte sono poi soltanto desideri lussuriosi di un anziano padre di famiglia che ha messo in rovina il proprio matrimonio.
Ultimo aggiornamento ( Domenica 26 Luglio 2009 03:04 )