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Censura italiana: note e riflessioni

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Apprendo, le seguenti preoccupanti notizie dal sito www.byoblu.com:"oggi sono in arrivo altre due colossali offese all'intelligenza digitale: il Decreto Romani e l'estensione dell'Equo Compenso. Con il primo, sua maestà il premier intende tutelare gli interessi presenti e futuri della sua dinastia regale, salvaguardando Mediaset dalla crescita di piccoli ma fastidiosi videoproduttori indipendenti, videoblogger e web-tv. Costoro non potranno più utilizzare la rete per immettere immagini in movimento - come attualmente è possibile fare sui grossi portali di videosharing - senza ottenere preventivamente un permesso governativo, equiparando a tutti gli effetti un videoblogger, così come chi vuole condividere i filmini delle vacanze, a una rete televisiva vera e propria. Un abominio che fa scempio della libertà di espressione e che cerca ancora una volta di tutelare il monopolio dell'informazione e della raccolta pubblicitaria che grazie a Craxi è stato conferito, per diritto divino, a Silvio Berlusconi e a tutta la sua genealogia discendente.  Con il secondo si intende rubare ai poveri per dare ai ricchi, costringendo tutti i cittadini italiani, già gravati da un inaccettabile digital divide, a ingrassare le casse della SIAE, partendo da un presupposto fortemente illiberale e avverso al principio giuridico della presunzione di innocenza. Non potendo più sostenere il diritto d'autore, disciplina che per anni ha reso fortune da milioni di euro a pochi artisti, sempre gli stessi dai tempi in cui Berta filava, e impoverito tutti gli altri, indipendentemente dalla loro bravura ma in funzione della sola appartenenza o estraneità alle baronie del mondo dello spettacolo, Bondi vuole essere per la SIAE quello che Craxi fu per Berlusconi: il legislatore che non legifera nell'interesse dei cittadini, ma in quello degli interessi corporativi, per permettere loro di continuare a perpetrare un modello perdente che gli adattamenti evolutivi del mercato, favoriti dalla rete, premono per modificare e rendere più aperto e democratico. D'ora in poi se acquisterete telefoni cellulari, hard disk, chiavette e qualsiasi dispositivo contenente una memoria ram, rom, flash o un pallottoliere, pagherete senza saperlo una gabella significativa e proporzionale alla dimensione in gigabyte della memoria fisica disponibile. Perchè? Perché si presuppone che la userete per farvi copie private di film e brani musicali. Non importa se usate la capacità di memorizzazione del vostro apparecchio per conservare documenti importanti, le foto di vostro figlio o i filmini delle vacanze: dovete pagare, siete pirati, siete criminali, per voi la presunzione di innocenza non vale."
Sul tema "censura in internet" abbiamo assistito a Dicembre, a quella che senza dubbio è stata una (purtroppo) riuscita manovra a tenaglia del governo. Da un lato Maroni, alla luce del sole, si accordava con "i padroni del vapore" del settore, per concordare "un'autoregolamentazione " ossia una censura nascosta, ricevendone lodi per il suo (presunto) non attacco alla libertà d'espressione. Dall'altro, nell'ombra, continuava l'iter parlamentare di alcune leggi liberticide nel settore (si veda ad es. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875)
Pochi giorni fà, una voce autorevole come quella di R. MacKinnon, sul "Guardian" si chiedeva se Google (e, aggiungo io, gli Stati Uniti) si opporrà ai tentativi censori di internet in Italia e Francia come sta adesso facendo con la Cina, citando un' azione legale, qui in Italia, (in fondo nemmeno tra le più significative sul tema "censura") contro Youtube ....E già il fatto che all'estero ci si ponga questa domanda è sintomatico....(vedi all'URL http://www.guardian.co.uk/commentisfree/libertycentral/2010/jan/13/google-china-western-internet-freedom) Ma, solo la vigilanza della coscienza civica dei cittadini è sicura garanzia contro i tentativi censori. Spero nel suo risveglio...
Fabrizio Cucchi, DEApress

Apprendo,  dal sito www.byoblu.com:

"oggi sono in arrivo altre due colossali offese all'intelligenza digitale: il Decreto Romani e l'estensione dell'Equo Compenso. Con il primo, sua maestà il premier intende tutelare gli interessi presenti e futuri della sua dinastia regale, salvaguardando Mediaset dalla crescita di piccoli ma fastidiosi videoproduttori indipendenti, videoblogger e web-tv. Costoro non potranno più utilizzare la rete per immettere immagini in movimento - come attualmente è possibile fare sui grossi portali di videosharing - senza ottenere preventivamente un permesso governativo, equiparando a tutti gli effetti un videoblogger, così come chi vuole condividere i filmini delle vacanze, a una rete televisiva vera e propria. Un abominio che fa scempio della libertà di espressione e che cerca ancora una volta di tutelare il monopolio dell'informazione e della raccolta pubblicitaria che grazie a Craxi è stato conferito, per diritto divino, a Silvio Berlusconi e a tutta la sua genealogia discendente. [...]."


Sul tema "censura in internet" abbiamo assistito a Dicembre, a quella che senza dubbio è stata una (purtroppo) riuscita manovra a tenaglia del governo. Da un lato Maroni, alla luce del sole, si accordava con "i padroni del vapore" del settore, per concordare "un'autoregolamentazione " ossia una censura nascosta, ricevendone lodi per il suo (presunto) non attacco alla libertà d'espressione. Dall'altro, nell'ombra, continuava l'iter parlamentare di alcune leggi liberticide nel settore (si veda ad es. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875)


Pochi giorni fà, una voce autorevole come quella di R. MacKinnon, sul "Guardian" si chiedeva se Google (e, aggiungo io, gli Stati Uniti) si opporrà  mai ai tentativi censori di internet in Italia e Francia come sta adesso facendo con la Cina, citando un' azione legale, qui in Italia, (in fondo nemmeno tra le più significative sul tema "censura") contro Youtube ....E già il fatto che all'estero ci si ponga questa domanda è sintomatico....(vedi all'URL http://www.guardian.co.uk/commentisfree/libertycentral/2010/jan/13/google-china-western-internet-freedom) Ma, solo la vigilanza della coscienza civica dei cittadini è sicura garanzia contro i tentativi censori. Spero nel suo risveglio...


Fabrizio Cucchi, DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 23 Gennaio 2010 14:50 )  

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