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Premio Regia Televisiva 2010

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Ieri sera su Rai Uno è andata in onda, in diretta dal Teatro Ariston di San Remo, la 50esima edizione del “Premio Regia Televisiva”, istituito da Daniele Piombi e condotto da Carlo Conti. Mi permetto adesso di fare qualche riflessione su come è andata la serata, a cominciare dalla scelta dei dieci programmi vincitori del Premio, tutti andati in onda nella stagione 2009-2010  -ahimè- su Rai Uno o Canale 5. Da “Ti lascio una canzone” (Rai Uno), format in cui sono protagonisti bambini-prodigio che cantano condotto da Antonella Clerici (e senza remore poi scopiazzato pari pari da Mediaset in “Io Canto”); passando per la comicità di “Zelig” (Canale 5); lo show di Gianni Morandi “Grazie a tutti” (Rai Uno); i ballerini di “Ballando con le stelle” (Rai Uno); l’irriverente satira di “Striscia la Notizia” (Canale 5) che, come precisa il decano della kermesse Daniele Piombi, “esiste da 23 anni e da 23 anni vince il Premio”, il "60° Festival della Canzone Italiana" (Rai Uno), con tutto quel che segue; i bambini senza peli sulla lingua di “Chi ha incastrato Peter Pan?” (Canale 5); le discussioni da salotto di “Porta a Porta” (Rai Uno); e si arriva alla conclusione della “Top Ten” con ben due programmi condotti dallo stesso conduttore della serata, Carlo Conti: il revival de “I migliori anni” e il quiz “L’eredità” (entrambi Rai Uno).

Balza dunque all’occhio immediatamente l'assenza di trasmissioni - a mio avviso più meritevoli - di altre reti televisive, come ad esempio “Che tempo che fa” (Rai Tre) di Fabio Fazio, “X Factor” (Rai Due), “La storia siamo noi” (Rai Edu) di Giovanni Minoli, “Le Iene” (Italia Uno) e il “Chiambretti Night” (Italia Uno). In realtà tutti questi programmi erano in lizza fra i 20 scelti dall’Accademia di Garanzia presieduta da Gigi Vesigna e composta da giornalisti e direttori di testate insieme ad alcuni personaggi come Alba Parietti, Edoardo Vianelli, Maurizio Seymandi e Stefano Zecchi, ma la lista è stata poi dimezzata e su venti programmi solo dieci hanno avuto il premio.

Inutile dire che è stato il trionfo della Rai: Carlo Conti e Antonella Clerici sono stati premiati poi come Miglior Personaggio Maschile e Femminile dell’anno. Una farsa, visto che i due si dividevano premi e presentazioni. Soprattutto, come si fa, o Conti, a presentare un programma in cui poi devi essere premiato? O che ti dai il premio da solo? (detto alla toscana).

Ha vinto la leggerezza, in quest’Italia dove sembra ormai vietato parlare di temi scottanti e attuali (ed è sparito infatti il premio previsto per il Miglior TG), e dove si preferisce riempirci la vista e l’udito di bimbi che cantano o che prendono in giro i grandi, vip che ballano e che fanno “concerti a domicilio”, quiz che fanno vincere soldi e promettono sogni.

Sul palco per ritirare il premio, Bruno Vespa, dopo aver ricordato il lavoro svolto all’Aquila durante il terremoto, ha commentato con queste parole la decisione del governo di ritirare dai palinsesti, in periodo elettorale, i programmi che ospitano dibattiti politici: “E’ stata una scelta indubbiamente sbagliata. E’ vero, ci vuole più rispetto nella politica. E’ giusto che i giornalisti parlino di politica, ma non devono fare politica”. E se qui ho sentito un sentore di frecciatina a Travaglio e Santoro, caro Bruno, ben venga il fischio del pubblico.

Pubblico che è stato “incoronato” più volte sovrano dai personaggi tv che si sono via via avvicendati sul palco dell’Ariston, dove ancora non sono sedate le polemiche post-Festival. Meno male che almeno per una sera non si sono visti Pupo ed Emanuele Filiberto!

Ma la politica torna tema principale pochi minuti dopo: “Lo scandalo della Banca Romana” (Rai Uno) è la Miglior Fiction dell’anno. “Dedico il premio ai politici di oggi – dice il protagonista Beppe Fiorello – perché non ripetano gli stessi errori di cento anni fa”. A proposito di quest’ultima scelta dell’Accademia, mi sento di nuovo di dissentire: tema forte, attori bravi (Beppe Fiorello, Andrea Osvart, Lando Buzzanca), ma senza dubbio “La città dei matti” – incentrata sulla figlura di Frano Basaglia (interpretato da Fabrizio Gifuni) - avrebbe meritato di più la vittoria.

Nel frattempo si è aperto il televoto (che non manca mai) per scegliere, tra i dieci nominati, il migliore programma in assoluto: a conferma di quanto detto sopra, trionfa “Ballando con le stelle”.

Questa è la televisione italiana. Renato Zero nel 1982 cantava "Viva la Rai", ma oggi, nel 2010, io almeno non mi sento più di dirlo.

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