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Sulla giornata di lotta al Polo di Novoli

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Riceviamo e pubblichiamo

Oggi 25 novembre 2010 è stato organizzato dentro il Polo delle Scienze Sociali di Novoli un incontro dal titolo “Comunitari (extra)comunitari. Padroni a casa nostra?”. Ospiti d’onore: Santanchè e De Corato. In risposta era stato convocato dai Collettivi della facoltà un presidio per togliere legittimità a quella che era solo una passerella mediatica. La volontà di non far parlare i due “ospiti” non era dovuta solo al fatto che la Santanchè si definisce dichiaratamente fascista e che De Corato applica ogni giorno come vicesindaco le politiche razziste e xenofobe dello Stato italiano, ma anche per il contenuto stesso dell’iniziativa.

Da studenti riconosciamo in questi personaggi due avanguardie dell’attacco liberista (bipartisan)che, distruggendo il diritto allo studio, ci da in pasto alle imprese durante e dopo il  nostro percorso formativo. Allo stesso modo non possiamo non sentirci solidali, da futuri precari, con tutti quei lavoratori stranieri che sono costretti ad accettare condizioni da fame pur di ottenere il tanto agognato permesso di soggiorno e con coloro che vivono nella costante minaccia della detenzione amministrativa nei nuovi lager detti CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione).

L’iniziativa organizzata in un primo momento in una palazzina è stata spostata in un’altra. Il presidio di centinaia di studenti si è dunque mosso verso la nuova aula davanti alla quale erano già schierati svariati cordoni di poliziotti in assetto anti-sommossa. Il presidio numerosissimo giunto davanti alla palazzina ha lanciato cori e fatto numerosi interventi per sensibilizzare e, nonostante stesse pacificamente chiedendo di entrare nell’aula, è stato pesantemente caricato per tre volte. Vari studenti sono stati colpiti e alcuni hanno riportato ferite anche gravi.

Le forze dell’ordine hanno dunque impedito a degli studenti di entrare nella loro università mentre viene dato spazio a chi costruisce le proprie fortune elettorali  sulle spalle degli sfruttati. La responsabilità  di ciò non è però solo delle forze dell’ordine, ma anche delle autorità accademiche che hanno dato il loro beneplacito a questa iniziativa.

Gli studenti non si sono però fermati e dopo aver bloccato il traffico in Viale Guidoni, Viale Forlanini e alla rotonda di Via di Novoli sono tornati nella facoltà dove sono entrati  in mensa e in vari edifici per informare dell’accaduto e per chiedere ai presidi una presa di posizione in merito. L’assemblea ha rilevato la responsabilità delle autorità accademiche nella presenza della polizia all’interno dell’università, nell’aver permesso l’iniziativa del PDL e nell’assoluta indisponibilità a qualsiasi opposizione reale ai tagli al diritto allo studio. È stata occupata un’aula in un edificio per organizzare la pratica del blocco (delle lezioni e del traffico).

Questi i fatti.

La giornata di oggi è la fotografia di un corpo studentesco che rialza la testa di fronte alle passerelle mediatiche ed al razzismo istituzionale, che riconosce  dietro l’attacco al diritto allo studio la stessa, lunga mano che precarizza il lavoro, attacca i salari, sfrutta e incarcera immigrati. Tra le tante dichiarazioni che si sono spese sull’ennesimo slittamento del ddl 1905 in parlamento, una identifica i mandanti delle politiche antipopolari degli ultimi 20 anni: quella di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Per il grande capitale la riforma del diritto allo studio DEVE passare, come anche l’ingresso delle imprese nei cda degli Atenei.

Da studenti il nostro compito è rispondere all’arroganza della classe dominante, all’immobilità dei baroni ed alla repressione militare con il blocco totale della didattica. Aldilà delle manifestazioni simboliche, è necessario estendere questa pratica di lotta per fermare il ddl martedì prossimo, coinvolgendo la maggioranza degli studenti. Solo dal conflitto sociale può nascere un movimento studentesco coordinato e strutturato che sappia riconoscere i propri alleati (lavoratori, studenti medi, immigrati) e che sia in grado di mettere in critica il capitalismo, prospettando una società basata sulla solidarietà e non sul profitto.

BLOCCARE LA DIDATTICA, BLOCCARE TUTTO, LA LOTTA CONTINUA!!
COSTRUIAMO UN NUOVO CICLO DI LOTTE SOCIALI, I DIRITTI NON SI MERITANO, SI CONQUISTANO!!

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 03 Gennaio 2012 22:23 )  

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