DEApress

Saturday
Aug 15th
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

Teatro: Tartufo

E-mail Stampa PDF

Tartufo

Teatro Stabile delle Marche e Mercadante Teatro Stabile di Napoli presentano ‘Tartufo’ di Molière. Traduzione di Cesare Garboli. Con Angelica Ippolito, Carlo Cecchi, Licia Maglietta, Vincenzo Ferrera, Viola Graziosi, Francesco Ferrieri, Alessandro Baldinotti, Valerio Binasco, Iaia Forte, Rino Marino, Diego Sepe, Francesca Leone. Scena di Francesco Calcagnini; costumi di Sandra Cardini; musica di Michele Dall’Ongaro. Regia di Carlo Cecchi.

Orgone è un ricco signore che ospita nella propria casa un uomo che ha tolto dalla miseria e che adesso tiene in grande considerazione, Tartufo. Questi ripaga la fiducia del proprio ospite profittando della sua generosità, e convincendolo a dargli in moglie la figlia e ha donargli tutti i beni. Orgone fino all’ultimo si ostinerà a non credere agli avvertimenti dei familiari.
Il Tartufo è la commedia dell’inganno, dell’ipocrisia; e anche in questo caso Molière intende operare una dissezione del vizio, studiare come si possa portare fino all’estremo la discrasia fra pensiero e azione, l’esternazione del falso e il freno ai sentimenti personali. “Se peccate in segreto la colpa nasce morta” viene detto in una superba espressione.
Ma la commedia è concepita in modo tale da far apparire Tartufo in scena, soltanto dopo una lunga introduzione in cui i familiari di Orgone, ne dicono di tutti i colori sullo sgradito ospite. Ragione per cui lo spettatore non è concentrato tanto nell’indagine dell’ipocrisia di Tartufo, ormai data per scontata, ma sulla credulità di chi non riesce a vedere oltre un palmo dal naso.
Per questo, si può dire che siamo di fronte alla commedia della credulità, ossia della volontà di non voler credere ai propri occhi quando si è ostinati su un’idea e si rifiuta di considerare qualsiasi elemento possa darle contro. Molière dà ampio spazio a questo aspetto, attraverso un sottile gioco a incastro di frasi che non si presentano in un corpo unico, ma disperse, quasi per celia, nel corso del testo. Dice l’illuso Orgone: “Io credo a ciò che vedo”; mentre lo scaltro Tartufo scandisce: “…E l’ho portato al punto che vede tutto e non crede a niente”; e l’ostinata Madama Pernella sibila: “Non sempre è veder giusto limitarsi a vedere”.
C’è da ricordare inoltre che le eleganti sferzate dello scanzonato commediografo francese nei confronti della falsa devozione religiosa sono costate alla rappresentazione ben cinque anni di censura, poiché nel XVII secolo fu considerata vilipendio della religione. Ma intenzione di Molière non era di alzare una cortina di fumo per confondere tra la vera e la falsa devozione, ma al contrario di spiegare che la vera beneficenza è quella silenziosa, modesta, taciuta, perché quando la generosità è pacchiana e manifesta, quasi certamente nasconde pericolosi secondi fini.
La compagnia di Carlo Cecchi porta in scena un Tartufo estremamente coerente e curato dal punto di vista linguistico: la traduzione di Cesare Garboli ha il grande merito di rispettare la capacità di Molière di costruire un impianto sintattico e culturale autonomo per ogni personaggio. Ciascuno parla alla propria maniera, tanto che lo stesso Tartufo si avvede, anche se solo per un momento, di un cambiamento di stile nella parlata di Elmira, che gli sta tendendo la trappola decisiva. L’aggressività di Dorina, le incertezze di Orgone, la sinuosità di Tartufo e la superbia di Madama Pernella vengono qui riprodotte nelle movenze del corpo e nelle parole, nella costruzione delle frasi e nell’espressione dei volti.
Nella prima parte (ovvero in quelli che originariamente erano i primi due atti dei cinque complessivi) la compagnia sceglie una cadenza lenta, attenta più che altro sottolineare la bellezza dei dialoghi e il loro valore metaforico. Se si escludono gli interventi impetuosi di Dorina, infatti, si nota che si è rinunciato ai ritmi serrati, tipici della commedia, per dare maggiore respiro alla drammaticità del testo, quasi a cambiare il genere di questa rappresentazione e a trasformarla in tragicommedia: ovvero, una storia dall’andamento drammatico, ma con un finale positivo. Nella seconda i ritmi si intensificano in una certa misura, ma la regia sceglie di non calcare mai la mano sulla comicità, lasciando il riso a margine di questa anomala ma bellissima pièce.
Oltretutto la compagnia si distingue per la quantità eccezionale di interpreti illustri: di fronte a una Iaia Forte (Dorina) non del tutto convincente, spiccano Angelica Ippolito (M. Pernella), nella sua durezza ieratica e scultorea, Carlo Cecchi (Orgone), di grande fascino e carisma benché a tratti sin troppo gigione, e soprattutto Licia Maglietta (Elmira), superba e aggraziata, intensa ed elegante; in una parola, perfetta.

Al teatro della Pergola fino a domenica 11 marzo.

Giulio Gori - DEA

Share

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 08 Marzo 2007 02:58 )  

Concorsi & Festival

https://zonadiguerra.ch/

Ultime Nove

Antonio Desideri . 13 Agosto 2026
C’è tempo fino al 23 agosto per le ultime repliche, poi più niente, kein Theater. Raus! Risuona qualcosa di profondamente kafkiano - e stavolta non è un modo di dire - nell’apprendere che la compagnia che sta mettendo in scena il Processo al Cimite...
Silvana Grippi . 07 Agosto 2026
Siamo nel lontano 1420 e Filippo Brunelleschi inizia a costruire la Cupola di Santa Maria del fiore nella nostra Firenze. Leon Battista Alberti nella suo opera “De pictura” scriverà così: «Chi mai sì duro o sì invido non lodasse Pippo architetto...
Fabrizio Cucchi . 04 Agosto 2026
L'ultimo libro di Silvana Grippi sul Sahara Occidentale si apre con una premessa del prof. Rombai nella quale riconosce il valore degli studi portati avanti dall'autrice fin dal '75 (dopo la tesi di laurea), che inquadra la situazione storico-geograf...
Silvana Grippi . 04 Agosto 2026
Riceviamo e pubblichiamo: "Sahara Occidentale, Fronte Polisario: evitare ogni forma di disumanizzazione di Fatima Mahfud, Rappresentante del Fronte Polisario in Italia-Tratto da Focus on Africa Tra tutto quello che si è detto e scritto sull’ondata...
Silvana Grippi . 29 Luglio 2026
Centro socio-culturale D.E.A. (Didattica Espressione Ambiente) XIV CONCORSO FANZINE Libera l’iDEA Progetto inserito nel programma di ricerca “comunicazione visiva e espressione gestuale con l’uso di nuovi mezzi espressivi” Attivo dal 1995 Espo...
Silvio Terenzi . 28 Luglio 2026
DIRLINGERun nuovo 45 giri GUARDA il VIDEO de "La Città Ideale" Esce un doppio singolo e lo pubblica anche in VINILE 45 GIRI. Sono “La città ideale” e “Il vecchio e il mare”, scritture nuove per Dirlinger che inaugura una fase artistica più in...
Antonio Desideri . 27 Luglio 2026
Non è l’aria a farsi rarefatta qui (si arriva a mille metri scarsi di altitudine…) ma l’atmosfera emotiva. Percorrere la statale 65 che si snoda nella foresta appenninica, infilare i suoi sinuosi tornanti, respirare quell’attesa che si scioglie non ...
Silvana Grippi . 27 Luglio 2026
mandate i vostri curriculum  a REDAZIONE@DEAPRESS.COM
simone fierucci . 24 Luglio 2026
Da piu di un mese in Albania stanno verificandosi proteste anche violente, contro il governo di Edi Rama sia contro la corruzione sia contro le svendite di interi pezzi di territorio a favore delle multinazionali del turismo.Questa intervista tratt...

Galleria DEA su YouTube