A Xipamanine il progetto si rivolge anche ai bambini che non hanno questa patologia ma che comunque vivono in condizioni di estremo disagio.
Stamani ho ricevuto un'accoglienza calorosissima al centro di Xipamanine da parte dei bambini e di alcuni genitori che nonostante le vacanze scolastiche e il periodo di esami hanno voluto essere li' per incontrare questa italiana venuta a conoscerli.
La situazione di miseria e poverta' in questi bairros raggiunge livelli inenarrabili.Le favelas brasiliane in confronto mi sembrano quartieri residenziali. L'impressione che ho ricavato e' che nonostante gli sforzi che molte ONG fanno per contribuire alla crescita della popolazione per uscire da questa condizione, come spesso succede in questi paesi, se questi sforzi non vengono supportati da un progetto politico piu' ampio, non mi sembra ci sia un futuro degno di questo nome. Soprattutto in un Paese come il Mozambico che si trova al 168esimo posto (su 177 Paesi) nella classifica dell'indice di sviluppo umano, flagellato dall'AIDS, dove il 70% dela popolazione vive al di sotto della soglia di poverta' e dove le aspettative di vita non superano i 40 anni.
Dopo aver fatto visita al centro (che sicuramente conoscera' tempi migliori non appena CESVITEM avra' ottenuto la concessione che dara' il via ai lavori di ristrutturazione) accompagnata dagli operatori del centro, mi sono addentrata nei meandri fangosi del famoso mercato di Xipamanine dove, oltre ad una vasta offerta di prodotti che variano, dalla carne al pesce essiccato e alle verdure si possono trovare anche medicamenti naturali costituiti da radici e tuberi di varia natura. Se ti e' stato rubato qualcosa poi, in questo mercato, se hai fortuna,puoi anche ritrovarlo esposto su una bancarella e quindi ricomprartelo magari a prezzi modici.
Il Mozambico e' anche questo.
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