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Devastazioni in Toscana e operazioni di solidarietà

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La cosiddetta "tempesta Ciaran" (1), formatasi nel Nord Europa ha innescato qui da noi un'ondata di maltempo che ha avuto conseguenze devastanti soprattutto nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. Al momento si contano 7 morti e un disperso (2), mentre la pioggia continua a cadere nelle zone più colpite, seppure con intensità minore. Centinaia di persone hanno letteralmente perso tutto. I danni sono pressochè incalcolabili. Tra i comuni più colpiti, alcuni tra i più densamente popolati della zona, come Campi Bisenzio. L'acqua ha fatto tracimare molti torrenti (particolarmente devastante è stato lo straripamento del Bisenzio)  e ci sono state anche frane. Oltre alla furia delle acque, e alle ondate di fango, anche i forti venti hanno sradicato alberi e inflitto devastazioni considerevoli. Varie vie di comunicazione risultano ancora interrotte, ed è presto per un bilancio definitivo. Bisogna anche considerare che le zone più devastate sono quelle dove hanno sede molte aziende manufatturiere e aziende vivaistiche che perlopiù dovranno chiudere, non essendosi mai attrezzate per far fronte a simili incidenti. Per un tessuto "produttivo" dove il profitto a medio e breve termine "è tutto", perlopiù composto di micro-aziende già in partenza create (e mantenute) dai padroni a dimensione "bonsai" per ridurre i costi, dividere i lavoratori, ed essere a loro volta sfruttate da aziende più grandi, ogni evento "fuori dall'ordinario" è mortale. Figuriamoci poi, catastrofi di queste dimensioni...
Oltre ai soccorsi "istituzionali" si stanno mobilitando molte "organizzazioni dal basso" come centri sociali, polisportive etc. Anche l'ex GKN è diventata un centro di coordinamento dei soccorsi "dal basso". Ma purtroppo la situazione metereologica non si è ancora stabilizzata, e si parla di "evacuazioni preventive" (3).
Se i cambiamenti climatici, anch'essi frutto delle attività umane, rendono eventi estremi come questi sempre più frequenti e sempre più devastanti, bisogna ricordare che alcune di queste zone erano già state alluvionate in tempi abbastanza recenti, ossia nel '91. Da allora evidentemente "non si è imparato nulla". L'opinione della maggioranza degli esperti (ingegneri etc.) interpellati dall'autore di questo articolo, è che la causa principale sia da ricercare sull'eccessivo "uso di suolo", sulla cementificazione e sulla pratica di "tombare" (ossia rinchiudere dentro asfalto e cemento) molti corsi d'acqua, che così non riescono a svolgere la loro funzione di drenare l'eccessive precipitazioni. Quindi si è trattato dell'ennesima "catastrofe annunciata".

Vediamo la cosa come "annunciata a più livelli". Il cambiamento climatico è colpa delle attività umane. Governi e imprenditori sono colpevoli della sua creazione e continuano a non fare molto in proposito. Tuttavia, se il territorio fosse "tenuto" in ordine, anche i cambiamenti climatici forse non avrebbero effetti così pesanti. Ma anche a livello locale, si pensa solo al profitto, e questi sono i risultati di continue devastazioni del territorio... La diffusione poi della cosiddetta "cultura imprenditoriale", col conseguente nanismo delle imprese (che comunque in ultima analisi favorisce solo "gli squali più grossi"), rende infine impensabile qualsiasi "resilienza" (altra parola oggi abusata), "a disastri avvenuti"...

Fabrizio Cucchi/DEApress


(1)https://www.lastampa.it/cronaca/2023/11/03/news/tempesta_ciaran_evento_estremo_cos_e_come_e_nata-13830380/
(2)https://www.ansa.it/toscana/notizie/2023/11/04/maltempo-in-toscana-ritrovato-morto-69enne-disperso-campi_a3a8c822-b004-4cba-99f6-f71511496efd.html
(3)https://www.ansa.it/toscana/videogallery/2023/11/04/maltempo-in-toscana-curcio-meteo-peggiora-serviranno-evacuazioni-preventive_e1b1f207-6f0f-4beb-af19-a38051541371.html

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 05 Novembre 2023 15:52 )  

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