
Pisa, Palazzo Blu –“Toulouse-Lautrec. Luci e ombre di Montmartre” è il titolo della mostra allestita dal 16 ottobre al 14 febbraio al Palazzo Blu di Pisa. L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con MondoMostre, con il patrocinio del ministero dei Beni culturali e del turismo, della Regione Toscana e del Comune di Pisa, raccoglie oltre 180 opere per raccontare l’artista di Albi: l’intera raccolta dei suoi più celebri manifesti, numerosi disegni, un’attenta selezione di dipinti e, per la prima volta in Italia, una delle più complete collezioni della sua opera grafica, composta da prime edizioni e numerose litografie con dediche originali dell’artista.
In mostra anche una selezione di opere degli Italiens de Paris, tra i quali spiccano Boldini, Natali, Zandomeneghi e Macchiati. “Attraverso la sua produzione Lautrec – spiegano gli organizzatori – è riuscito più di chiunque altro, a descrivere e caratterizzare una città, i colori di una generazione e, più in generale, il vero stile di vita della Parigi di fine Ottocento, la Parigi del Moulin Rouge, di Montmartre e delle maison closes”. Il titolo della mostra “Toulouse Lautrec. Luci e ombre di Montmartre” rimarca il legame dell’artista con il quartiere parigino di cui Lautrec diventa l’anima: è qui che dipinge alcuni dei suoi più importanti capolavori, la Goulue, dia indiscussa del Moulin Rouge, la sottile figura di Jane Avril, la raffinata ironia dei tratti di Yvette Guilbert. Lautrec con la sua opera consegna alla storia le vedettes del mondo gioioso e decadente della Belle Epoque.
Il percorso espositivo della mostra si sviluppa in cinque sezioni:
la prima “Le star – luci e colori di Montmartre” è dedicata ai protagonisti e alla vita nel quartiere di Montmartre e comprende i più noti manifesti realizzati dall’artista, tra i quali, il Moulin Rouge, La Goulue, di cui sono sopravvissuti pochi esemplari nel suo stato originario, i manifesti dedicati ad Aristide Bruant, rude chansonnier d’avanguardia che commissiona a Lautrec alcuni manifesti dei suoi spettacoli al locale Ambassadeur, in cui si esibisce.
E ancora, La Clownesse au Moulin Rouge (1897) e Yvette Guilbert (1893).
la seconda sezione “Il Teatro, l’opera e lo spettacolo d’avanguardia” comprende una serie di opere dedicate dall’artista agli spettacoli teatrali, di cui è un assiduo frequentatore. Oltre a rappresentare gli attori, Lautrec si concentra anche sullo spettacolo che si svolge nei palchi, nei corridoi e nel ridotto dei teatri parigini.
la terza sezione “Il Grande pubblicitario”, con le opere grafiche da lui realizzate per pubblicizzare e illustrare gli oggetti più vari: con il manifesto La Chaîne Simpson del 1896, viene reclamizzata una nota marca di catene per biciclette e il manifesto Confetti del 1894, si pubblicizzano i coriandoli di carta sparsi sulla protagonista da mani guantate.
“Maison closes” è la quarta sezione della mostra dedicata principalmente alle litografie che compongono l’album Elles, realizzato nel 1896. Questa sezione racconta la vita quotidiana delle prostitute ed è molto forte l’influenza del giapponismo e dell’opera di Degas; tra le opere in mostra, il dipinto di Pierre Bonnard, Nu au tab del 1903.
La quinta sezione “Nel segno. Le passioni”, raccoglie una serie di litografie e dipinti dedicati ai temi cari all’uomo Toulouse Lautrec, in cui si coglie la straordinaria versatilità creativa dell’artista: i cavalli, il circo, incontri e temi di vita quotidiana, sono i soggetti rappresentati. Tra le opere le Jockey, litografia del 1899 in cui Lautrec riprende il tema a cui si era dedicato nelle prime opere giovanili delle corse e dei cavalli; Il Granchio che mangia una razza, acquarello su cartone del 1893 e l’opera su cartone Monsieur Tapiè de Celeyran a caccia.
Il percorso espositivo è arricchito da una selezione di opere degli Italiens de Paris, capolavori di grandi maestri italiani, tra cui Boldini, Natali, Zandomeneghi e Macchiati che, per stile o tematiche, si sono ispirati all’arte di Toulouse-Lautrec. Tra queste il celebre Moulin de la Galette di Federico Zandomeneghi.
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