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Racconto di viaggio e la fotografia di Marco Meini

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 Il reporter Marco Meini

La fotografia sta cambiando codice di comunicazione, l'abbattimento delle barriere ha prodotto nuove conoscenze e nuovi stili di vita che stanno determinando differenti forme di comunicazione visuale.
Il mondo sembrava non avere più segreti ma l'avventura e le scoperte personali, attraverso i contatti con "gli altri", creano nuovi obiettivi. A tal proposito la fotografia ha acquisito un ruolo di primo piano e le
distanze geografiche sono state superate dai nuovi mezzi di comunicazione di massa. Il concetto fotografico non è più una semplice copia del reale ma è diventata parte determinante con l'aggiunta del "sentimento".

Oggi, gli operatori della comunicazione - oltre lo sguardo e le apparenze - mettono in risalto la passione, la professionalità e la sensibilità, che unite alla scelta progettuale diventano importanti per determinare l'impronta personale.Le scelte di rappresentazione fotografica diventano "significanti" se sono parte della carica emotiva in cui ogni autore "investe" cercando di regalare fermo immagini originali ed irripetibili.

Questa è un'epoca nuova dove "il viaggio" occupa un posto rilevante nella nostra vita e la macchina fotografica è diventata non solo "compagna di strada" ma anche mezzo di comunicazione. Una nuova ventata di interesse
verso i continenti e le genti che vi abitano, hanno reso possibile la conoscenza e l'amicizia tra i popoli. Anche se nelle scuole, la Geografia, è stata tolta come materia di apprendimento, non sono riusciti a togliere, ai giovani, l'aspetto più importante: la "riscoperta dei luoghi", la curiosità per l'esplorazione e le relazioni umane.


Marco Meini, giovane fotografo e videomaker fiorentino, fa riferimento al grande maestro Cartier Bresson "Le foto non si fanno con la macchina ...si fanno con gli occhi,con il cuore e con la testa...", in questa frase egli racchiude il senso della fotografia. Ha percepito questi insegnamenti ed ha iniziato a fotografare rapportandosi con il linguaggio del fotoreporter, come nel suo lavoro sulla "Stazione in movimento" dove ha iniziato ad approcciarsi con la "velocità" (Reportage pubblicato nell'agosto 2012 dalla rivista "Photo Professional Canon Edition"). Il suo lavoro sul viaggio è rivolto verso altri schemi come l' emozioni da contatto che si inserisce a pieno titolo nella tradizione del neorealismo e della foto sociale.

Una fotografia d'impatto dove lo sguardo è diretto sull'obiettivo e risponde alla "regola dei terzi" come scelta d'impostazione. I reportage di Marco Meini, si configurano alle nuove visioni dei fotografi contemporanei,
sono strumento di valorizzazione per le altre "dimensioni" e intendono fare partecipe lo spettatore. I suoi racconti di viaggio si rapportano con la fotografia o ancor meglio con l'immagine riflessa come in "uno scambio" che avvicina e delimita il riquadro e va oltre la conoscenza temporanea.


Nelle foto mette in primo piano la realtà sociale, ambientale e gli sguardi non contaminati, ma aggiunge anche a ricerca per la qualità estetica di primo impatto. L'autore percepisce questi frammenti di novità e fotografa come espressione diretta di un "modus vivendi" partecipato ma non convenzionale. "Appunti di viaggio dalla
Thailandia" è un racconto per immagini che lascia allo spettatore l'illusione di essere presente. Meini fotografo, ha scelto il viaggio, per raccontare usi e costumi. I suoi scatti sono raccolti in 35 opere in B/N ed hanno in comune la semplicità delle forme e la bellezza degli sguardi.

Naturalmente come fotografo descrive, racconta e riflette una realtà che non giudica, ma sulla quale vuole porre l'attenzione con i suoi scatti che espone con cura e particolari ben definiti. Le immagini degli "Appunti di viaggio" vengono esposte alla prima mostra personale dell'autore, nel giugno del 2013 nella galleria DEA di Firenze e sono raffigurazioni forti e sensuali; pongono come obiettivo la luce e le ombre dell'umano che comunica attraverso culture "altre". Inoltre questa ricerca fa vedere la "donna giraffa" e la "donna con i denti neri" come protagoniste delle scelte di ieri, comparate alle scelte di oggi. L'autore, si pone in riflessione,
attua una condivisione della conoscenza dei luoghi e della dignità umana utile ad avvicinare il soggetto all'oggetto raccontato.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 15 Aprile 2020 13:24 )  

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