Febbraio: mese un po’ triste, un po’ freddo, le vacanze natalizie sono ormai lontane e alla fine abbiamo cominciato a scrivere l’anno giusto nelle date e siamo tutti tornati rassegnati a lavoro. Ma dietro il clima burbero e la noia apparente da Venezia a Putignano, da Viareggio a Ivrea impazza il Carnevale, la tradizione storica più folle e liberatoria dell’anno. L’appuntamento coinvolge tutti con sfilate, processioni, parate in maschera, giostre medievali, rievocazioni storiche, spettacoli e balli in costume.
Artisti, artigiani, scultori e teatranti allestiscono carri allegorici e preparano costumi storici, maschere e travestimenti originali, dando sfogo alla propria fantasia ed esorcizzando le paure più ataviche.
Il Carnevale da sempre più famoso – e più turistico – è quello di Venezia, celebre in tutto il mondo per la sfarzosità dei vestiti delle maschere e per le feste mondane che si organizzano. Come tutti gli anni il capoluogo veneto apre calli, canali e campielli a un’ondata di turisti in maschera e i suoi palazzi alle feste più spumeggianti, inaugurate ufficialmente dal tradizionale Volo dell’Angelo. Tema del Carnevale è Creatum: Vanity (af)fair; l’uomo e il peccato capitale, le maschere e la voglia di apparire.
La festa di Carnevale più antica è invece quella di Fano, nelle Marche, nata nel 1347 per celebrare la riconciliazione tra la famiglia guelfa del Cassero e quella ghibellina dei Carignano, caratterizzata dal lancio dai carri di dolci e caramelle. Meno conosciuta fuori dalla zona, ma degna di attenzioni. Tema di quest’anno è la Creatività Made in Italy, che si articola per tre settimane in 3 grandi temi: il teatro con un omaggio al maestro Dario Fo, lo sport con tornei in maschera e l’arte con mostre e concerti (informazioni su www.carnevaledifano.it)
La festa più lunga si svolge a Putignano: da santo Stefano al mercoledì delle ceneri con il rogo del fantoccio del Re della festa. La manifestazione ripropone il divertente e simbolico rovesciamento dei ruoli sociali e ospita eventi all’insegna del puro divertimento. Spettacolari sono le 4 sfilate dei carri allegorici, frutto del lavoro di oltre 800 artigiani della carta, che creano sculture alte quasi 20 metri. Il Carnevale più breve, invece, è quello di Sauris, in provincia di Udine, dove quest’anno si festeggia solo il 24 febbraio con le maschere dei bambini e il 25 febbraio con il corteo del diavolo Rölar e di Kheirar, re delle maschere.
La festa di Carnevale più satirica è toscana: a Viareggio lo storico corteo di carri allegorici fino al 5 marzo sfila per le strade trasportando le caricature dei personaggi più in vista del mondo della politica e della cultura, fino alla conclusione con uno spettacolare gioco di fuochi artificiali.
Il Carnevale più “fiorito” è quello di Acireale, in provincia di Catania, con i carri che trasportano maestose costruzioni realizzate con migliaia di fiori. Accanto alle macchine infiorate sfilano scenografici carri in cartapesta, illuminati da luci e lampadine, fino alla festa conclusiva la sera del martedì grasso con le premiazioni e i tradizionali fuochi d’artificio, con cui si brucia il re Carnevale.
L’unico Carnevale dove sono protagonisti gli animali è quello di Tricarico, in provincia di Matera: domenica 26 febbraio uomini travestiti con maschere di tori e mucche sfilano lungo le vie del paese, mimando l’andatura degli animali e suonando i campanacci davanti alle abitazioni per elemosinare del cibo.
Arance succose al posto dei coriandoli sono le protagoniste dello storico carnevale di Ivrea, riconosciuto come “manifestazione italiana di rilevanza internazionale” ma non sempre conosciuto. Famoso per la battaglia delle arance, rappresentazione di una storica lotta del popolo contro il potere di un barone, il Carnevale di Ivrea riproduce sotto forma di allegoria la rivolta contro il tiranno combattuta a colpi di frutta tra gli aranceri a terra e le armate del nobile sui carri. (Informazioni su www.storicocarnevaleivrea.it)
C’è una festa in maschera per tutti i gusti; anche per gli appassionati di montagna: Carnevale con gli sci ai piedi è l’evento che Arabba, sulle Dolomiti del Veneto, prepara per il 28 febbraio. Alle 14 si svolge la gara mascherata dei bambini sulla pista del Burz, con la premiazione della maschera più originale, mentre la sera si partecipa alla fiaccolata, rigorosamente in costume carnevalesco.
L’unico nello stivale italico che comincia quando le altre feste finiscono è il carnevale di Milano: dal 28 febbraio al 4 marzo si celebra il Carnevale ambrosiano con la maschera di Meneghino, un servo spiritoso che si prende gioco dei difetti dei nobili. Secondo la tradizione il ritardo nei festeggiamenti del capoluogo lombardo è dovuto al fatto che il vescovo Ambrogio, impegnato in un pellegrinaggio, arrivò a Milano in ritardo per celebrare il Carnevale; la popolazione, quindi, prolungò i festeggiamenti sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri che da allora nell’arcidiocesi milanese si svolge la prima domenica di Quaresima.
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