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La pittura francese a Firenze, l’esempio di Chardin

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La pittura francese a Firenze, l’esempio di Chardin

 

Alla fine del 2011 sono state inaugurate le Sale Blu al Museo degli Uffizi. Sono dieci stanze, di dimensioni ridotte rispetto ai grandi spazi del museo. Qui sono esposte opere di pittori spagnoli, fiamminghi, olandesi e francesi, vissuti tra il Cinquecento e il Settecento. 

Oggi ci concentreremo sui dipinti del pittore francese Chardin.

Ma prima di tutto chi era Chardin

Jean-Baptiste-Siméon Chardin è stato un pittore francese del Settecento autore soprattutto di nature morte, di quadri aventi come soggetto i giochi semplici dell'infanzia. 

Chardin apparteneva a quella categoria di artisti fuori dal tempo, a cui è difficile relazionarsi con una corrente e che non si preoccupano delle mode. Costruiva pazientemente il suo lavoro nel silenzio del suo studio, acquisendo gradualmente una competenza unica riconosciuta da tutti i suoi coetanei. Aveva uno sguardo creativo su oggetti e scene di uso quotidiano, dipingeva come lui stesso diceva "con sentimento". 

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Chardin, Autoritratto, 1775, Museo del Louvre, Parigi 

All' interno di una delle Sale blu degli Uffizi dunque, si trovano due dipinti in pendant: La bambina col volano (1740) e Il castello di carte (1740). Questi dipinti sono delle repliche delle vere tele conservate in una collezione privata a Parigi e alla National Gallery di Washington. 

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Il soggetto è tra i più ricorrenti del pittore: l’infanzia, ritratta nei momenti di svago caratteristici dell’età. I soggetti sono rappresentati in composizioni semplici, ma dai dettagli preziosi. I colori sono resi magistralmente, così come le espressioni dei giovani. Chardin è stato probabilmente uno dei migliori pittori nella rappresentazione dell’infanzia.

Nella prima tela si vede una bimba in abiti da signorina, con capelli incipriati e cuffietta a fiori. In mano, la ragazza ha una racchetta ed un volano piumato. Interessante questo gesto della mano che tiene il volano: sfiora il pomello di una sedia, ma non sappiamo se si sta appoggiando o semplicemente scostando la sedia per passare meglio. Si tratta, insomma, di un dipinto apparentemente fermo e fisso, ma che in realtà ha un'anima molto ben definita e quasi movimentata.

Nella seconda, si trova un fanciullo elegantemente vestito, di profilo, che pone in verticale delle carte da gioco su di un tavolo verde per costruire con esse un castello, lo sguardo rivolto alla sua piccola sfida, con un abbozzo di sorriso. Dal cassetto aperto del tavolo escono altre carte, una con la figura del fante di cuori, mentre sul piano ci sono delle monete e dei dadi.

Chardin, infatti, amava dipingere con tenerezza il mondo dell’infanzia, con fanciulli che giocano e/o impegnati in altre attività quotidiane, spesso momenti di pausa dallo studio. Queste due scene, sembra proprio rappresentare una pausa dallo studio.

Come tutte le opere di Chardin appartenenti a questo genere, si trattano di due dipinti semplici, con una luce pressoché uniforme.Sia nella Fanciulla con volano che nel Fanciullo con castello di carte Chardin ha tradotto il disinteresse e l'estraneità dei due al fatto di essere ritratti. Questo distacco tra ritrattato e osservatore fu un elemento di rottura rispetto alla ritrattistica ufficiale dell’epoca in Francia.

 

Claire Le Doussal

 

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 20 Febbraio 2021 10:50 )  

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