Si è svolta Mercoledì 23 Marzo alla Libreria De’ Servi la presentazione del libro Soglie, ultima raccolta della poetessa Isabella Horn (GDS Edizioni).

Di origini tedesche, Isabella Horn si è formata tramite un’esperienza veramente ‘cosmopolita’ dell’Europa, viaggiando attraverso Francia, Inghilterra e Spagna, e fermandosi infine in Italia, dove si è dedicata al lavoro di traduttrice e all’insegnamento della lingua e letteratura tedesca. Dal 2006 è attivista del Movimento Nonviolento Italiano.
La sua voce, in versi liberi e distillati, vibra dei colori e delle immagini di una natura spesso sovraccarica e lussureggiante (come dimostra già la foto scelta per la copertina), ed animata da creature fantastiche, oltre l’orlo della comune percezione. E così, nello «Stormire di felci / che giganteggia nel sogno: / se svelli l’equiseto / dal cratere antico della notte / zampillerà sangue di drago» (“Primordi”, p. 8). E gli animali che ne affollano le pagine si pongono ‘sulle soglie’ del fantastico: salamandre, vipere bianche, unicorni… Ed il rapporto con il mondo naturale diviene spesso vera fusione, in uno stato di estasi che rasenta il sogno – ma non quello notturno e oscuro: perché nella danza di colori e sensazioni emerge quasi quel torpore pomeridiano, di memoria mallarmeana, primo passo verso una riscoperta dei sensi: «Ora indossa il sole. / Indossa la luna, le stelle. / Do maggiore, rutilante fanfara, / spalanca la reggia. / Entra senza timore / nel magma vorticante della danza» (“Tra bosco e reggia”, p. 55). E danzanti, musicali, sono quindi questi versi spesso “facili” nel loro ritmo sincopato, ma più che mai efficaci nel trascinare con la loro voce, dentro il gorgo delle parole: «Dal rifiuto del tempo estinto […] avvampò il papavero… / Poi t’accerchiò la ginestra / Tremolìo occhiuto / t’abbacinò la farfalla. / Deflagrò il girasole» (“Notte nel Mugello”, p. 13); «Sogno nero, nero risveglio / eco nera d’un nome nero. // Sono nere le acque dello Stige, / sono nere le rive del sangue» (“Canto nero”, p. 16).
Soglie è insomma un libro da consigliare, per chi ami a tal punto la natura e il suo mondo, da non essere soddisfatto dei suoi limiti, guidato dal desiderio costante di scoprire quel che vi si cela ‘dietro’.
per DEApress, Simone Rebora
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