Recuperare la voce autentica della poesia, renderla presente oggi al pubblico più vasto ed eterogeneo, per far sì che nello spazio comunicazionale del futuro la parola poetica non sia solo un privilegio per pochi, ma un bagaglio culturale condiviso da molti.
È forse questo l’obiettivo primario del progetto “Archivio della Voce dei Poeti”, nato nel gennaio del 2010 grazie all’impegno dell’Associazione Culturale MultiMedia91, con lo scopo di raccogliere, catalogare ed archiviare materiale sonoro, visivo e multimediale: singole riproduzioni della voce dei più grandi poeti della modernità, cui si affiancano le più avanzate sperimentazioni dei contemporanei. E così, accanto a “poeti lineari” come Montale ed Ungaretti, Giorgio Caproni ed Edoardo Sanguineti, Pablo Neruda e Pier Paolo Pasolini, l’archivio raccoglie anche le performance di “poeti multimediali” come Massimo Mori, Giovanni Fontana, Rosaria Lo Russo ed Enzo Minarelli. Ma questi sono solo alcuni tra i nomi di un Archivio che, dopo soltanto un anno e mezzo di attività, già conta 232 “voci” di poeti registrate e pronte alla riproduzione.
Il primo appuntamento è sabato 25 giugno, nella sede de “La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea” (a Pontassieve, Via di Grignano 25 – qui il programma completo). Scopo della serata, sarà quello di mettere “in azione” l’Archivio dei poeti, ponendo così le loro voci ad ancor più stretto contatto con il pubblico. Come ha infatti sottolineato Giuliana Occupati (nella Conferenza Stampa svoltasi martedì 21 giugno nella Sala Fallaci di Palazzo Medici Riccardi – da qui tutte le citazioni e gli spunti riportati), obiettivo finale del progetto sarà quello di “portare la poesia nelle scuole”, non attraverso i libri e le imposizioni quotidiane, ma favorendo il recupero di quell’originale disposizione all’ascolto, che è il primo e fondamentale passo verso una piena fruizione dell’esperienza poetica. Per questo il progetto non si esaurirà nella sola serata di sabato 25 e nella distaccata sede della Barbagianna (dove la mostra resterà visitabile fino al 31 agosto): sono già in corso di preparazione due eventi (la seconda edizione di “Voc-Azioni” – a Novembre, nel Palazzo Medici Riccardi; e il “Festival Transeados” – poeti tra due patrie) che porteranno le voci dei poeti “dentro” la città.
Ma un altro – e forse ancor più fondamentale – bisogno espresso da questo progetto, è la conservazione. Perché spesso le voci dei poeti ci giungono depositate su supporti inadeguati e facilmente usurabili, come i nastri magnetici, o i dischi in vinile: oggetti spesso dotati di un valore artistico intrinseco, ma soggetti a inesorabile deperimento. Come ha ricordato la Presidente dell’Associazione MultiMedia91 Alessandra Borsetti Venier, la trasposizione in formato digitale, è la prima delle operazioni da eseguire su questi documenti storici – e spesso il passaggio può anche rivelarsi molto delicato e complesso.
Questo lungo lavoro di recupero e conservazione è finalizzato alla creazione di un archivio il più possibile ricco e diffuso. Ciò che distingue questo progetto dai (pochi) altri esistenti in Italia, è infatti la ricerca della completezza documentaria, al di là di qualsiasi (presunta) superiorità di scala artistica. L’Archivio della Voce dei Poeti non preseleziona il materiale, ma si limita a raccoglierlo. Un taglio enciclopedico che forse rischierà (a lungo termine) di sovraccaricare il piccolo progetto, soffocando in un caos babelico l’autentica voce della poesia. Ma almeno per oggi, quando il sovraccarico e la babele sono composti da vuoti slogan, insulti e astute réclame, un “rumore bianco” di pura poesia, potrà suonare come vera musica alle orecchie dell’homo tecnologicus del III millennio.
Per DEApress, Simone Rebora
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