"Anche il più piccolo dei felini, il gatto, è un capolavoro" Leonardo Da Vinci
PALLINO
Nel giardino di un nostro amico, a Marzo, erano nati cinque gattini, uno più bello dell'altro, tu tra loro eri nero.
Ho una particolare predilezione per gli animali di questo colore: anche il grosso cane adottato dal canile, anni prima, era nero salvo una macchia bianca sul petto, segno inequivocabile di razza meticcia. Ti scelsi, eri timido e così bello: un piumino di pelo, ciuffetti sulle orecchie, occhi azzurri. Una volta a casa fu facile e perfino banale trovati un nome: PALLINO.
Crescendo i tuoi occhi divennero giallo-ambra, pelo lungo, setoso e lucidissimo, una coda da fare invidia alla volpe più bella. Corporatura minuta, malgrado laute mangiate "ufficiali". Eri un ladro provetto: scassinatore di frigoriferi e predatore irriducibile di pentole incautamente lasciate incustodite.
Ci hai divertito con i tuoi giochi, le acrobazie, le marachelle, estasiato con le tue movenze da farfalla. Tu non saltavi, volavi! Hai dispensato tante fusa, toccatine col tuo nasino di velluto e qualche raro bacetto. Ci salutavi ogni mattina e ogni volta che tornavamo a casa. Già, perché chi non ha mai avuto un micio non sa che ogni suono emesso da questo essere affascinante ha diverse intonazioni e significati.
Folletto nero, hai deciso di amarci per quasi 19 anni e ci mancherai. Ci hai accompagnato per tanto tempo.
Qualcuno ha detto: " Se non esiste un paradiso per gli animali non può esistere neppure per gli uomini".
Ciao Pallino, ovunque tu sia andato che la terra ti sia lieve!
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