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Mostra di Elliott Erwitt a Roma

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ELLIOTT ERWITT: quando il mondo è visto dagli occhi di un bambino

A Palazzo Incontro di Roma la mostra-progetto Fifty Kids

 

Amo il mio lavoro e amo i bambini e i cani che con i bambini sembrano avere un legame naturale […]schietti, innocenti e in genere spontanei entrambi sono stati in tutti questi anni tra i soggetti preferiti del mio lavoro come fotografo (Elliott Erwitt).

Una raccolta di cinquanta scatti riuniti in una mostra dedicata ai bambini e per i bambini.

Fifty Kids, questo è il nome del progetto voluto dallo stesso Elliott Erwitt e Fantesca Lavazza, vice presidente dell’A.D.I.S.C.O Piemonte, in collaborazione con Provincia di Roma nell’ambito del programma ABC arte, bellezza e cultura, curata da Chiara Massimello e organizzata da Civita.

Un omaggio ai bambini che si propone di aiutarne altri grazie ai ricavi che, dalla vendita dei cataloghi della mostra e delle stampe delle fotografie, verranno devoluti all’A.D.E.S.C.O per la costruzione di un reparto Day Hospital e ambulatori dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

Fino al 17 marzo, presso le sale di Palazzo Incontro a Roma sarà possibile visitare l’esposizione dedicata ai lavori del fotografo franco-russo lasciandosi accompagnare da quel “fanciullo” che è ancora dentro di noi e che troppo spesso trova difficoltà a venire fuori, presi come siamo a tenere il passo di una società dai ritmi frenetici e dai confini liquidi.

È proprio quel fanciullo che, come diceva Rousseau è praticamente privo di pregiudizi, entra in connessione con i piccoli di Erwitt attraverso una forza empatica trascinatrice.

Suggestione delle emozioni; emozioni che i bambini, a differenza degli adulti, non nascondono mai e nelle quali, per nostra fortuna, riusciamo a leggere l’incanto di un sorriso, di una tenera smorfietta, di un pianto e di una fronte un po’ incrucciata.

Le istantanee di quei contorni un po’ paffutelli sono un concentrato di vitalità, testimoniano il loro legame con un mondo incantato e puro che i grandi si sono ormai lasciati alle spalle.

Un mondo che è lì ad aspettarli pronto a mostrarsi nei suoi lati più intriganti ma anche in quelli più contradditori e corrotti; due facce della stessa medaglia che i più piccoli scoprono poco a poco imparando a difendersi dalle insidie che magistralmente nasconde e che gli adulti continuano ad alimentare.

Frammenti abilmente sottratti alla realtà, scatti che in quella pellicola in bianco e nero custodiscono le sensazioni di quel momento. La felicità dei giochi all’aria aperta, lo stupore di chi osserva gli adulti fare strani esercizi ginnici in spiaggia, la tristezza di un pianto, la tragedia e l’ironia nella foto di Pittsburgh del bambino con la pistola alla tempia, evocano sentimenti incontaminati e sinceri.

Un obiettivo, quello di Erwitt che, come ha detto Cartier Bresson, uno dei suoi maestri, ha rubato immagini dalla realtà sprigionanti un aroma, un sorriso del suo intimo più profondo e che fissa nel tempo l’innocenza di quei bambini che popolano il mondo, la loro ingenuità, la capacità inconsapevole di portare un po’ di luce anche negli angoli più bui.

Le smorfie di un bambino, un abbraccio, è ciò che di più spontaneo e sincero possa esserci in questa realtà la cui bellezza, troppo spesso, è oscurata dall’egoismo, dall’arrivismo e dalla gelosia.

Un viaggio attraverso i continenti, dall’America all’Asia passando per l’Europa, dove non ci sono differenze se non quelle incantevoli di due occhietti a mandorla e una carnagione ebano.

Da nord a sud, da est a ovest ritroviamo la stessa genuinità dei sentimenti perché i bambini,come ci dice lo stesso Elliott Erwitt, possiedono valori puri ancora non corrotti dalla società.

Elliott, che dei bambini e dei suoi sei figli e cinque nipoti ne ha fatto i protagonisti delle sue fotografie, ci invita a prendere per mano quella piccola mano e a ricercare l’incanto del mondo che abitiamo.

Difficile sceglierne una, ciascuno dei cinquanta scatti ci regala un momento magico del quale ci impossessiamo e che non vorremmo restituire. Il bianco e nero della pellicola si riempie di colori, dando forma ad un arcobaleno di emozioni che i bambini cavalcano poco a poco curiosi e impazienti di compiere quel salto nel mondo dove coltivare la propria esperienza.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 14 Novembre 2014 03:48 )  

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