Pellegrino Artusi, nato a Forlimpopoli nel 4 agosto 1820 e morto a Firenze il 30 marzo 1911, era figlio di un droghiere benestante. La sua famiglia era numerosa, aveva dodici fratelli.
Gli venne dato il nome Pellegrino perché il santo era forlivese: Pellegrino Laziosi. Studiò in seminaro, della vicina Bertinoro, in seguito tornò nella sua città natale dove riprese la professione del padre.
La pace della famiglia Artusi venne interrotta dal brigante Stefano Pelloni nel 1851,che nel teatro della città prese in ostaggio tutte le famiglie più importanti, tra cui quella di Pellegrino, dopo l'accaduto l'intera famigliaa si trasferì a Firenze.
A Firenze, conobbe molte persone facoltose, e si dedicò all'intermediazione finanziaria, contemporaneamente sviluppò le sue doti in letteratura e successivamente nell'arte culinaria. Morti i genitori, l'Artusi visse di rendita delle tenute che la sua famiglia possedeva in Romagna. Prima di morire - a novanta anni - acquistò una casa in piazza d'Azeglio a Firenze.
A Firenze, conobbe molte persone facoltose, e si dedicò all'intermediazione finanziaria, contemporaneamente sviluppò le sue doti in letteratura e successivamente nell'arte culinaria. Morti i genitori, l'Artusi visse di rendita delle tenute che la sua famiglia possedeva in Romagna. Prima di morire - a novanta anni - acquistò una casa in piazza d'Azeglio a Firenze.
Si ricorda la sua opera culinaria più famosa: "La scienza in cucina è l'arte di mangiar bene", ogni ricetta del libro fù frutto di sperimentazioni. Artusi, oltre al libro di cucina, scrisse anche due critiche letterarie, una biografia di Ugo Foscolo e una critica sulle trenta lettere di Giuseppe Giusti.
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