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Cos'è l'arteterapia?

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Che cosa si intende per "arteterapia"? Con questa espressione si fa riferimento ad una particolare tecnica terapeutica di gruppo. Essa nasce intorno agli anni Quaranta e ricorda, per certi aspetti, la teatroterapia praticata nei teatri antichi. Fra i vari metodi, Sigmund Freud ricorda, nella prefazione del suo libro "Totem e tabù", quello che prevedeva la possibilità per i combattenti, nel caso fossero sopraffatti da particolari stati d'ansia, di convocare un cosiddetto "consiglio degli uomini", al quale poter confidare i propri timori e le possibili cause che potevano averli generati. L'unico compito del Consiglio era, dunque, quello di ascoltare le confidenze dei combattenti, restando sempre in silenzio.

In Italia, l'arteterapia è praticata come tecnica riabilitativa al fine di migliorare le capacità di relazione e di inserimento in un gruppo, ma in generale manca una figura capace di racchiudere in sé capacità artistiche e una formazione psicoanalitica, ruolo che in Gran Bretagna è assunto da uno psichiatra o uno psicoanalista. Interessante l'azione svolta a Quarto, quartiere di Genova, da Margherita Levo Rosenberg - artista e psichiatra - la quale conduce alcuni laboratori di arteterapia dal 1990, insieme ad altri artisti. In questi laboratori è stata sperimentata fin dall'inizio una terapia col mezzo pittorico e in seguito è stato adottato anche il mezzo scultoreo. Nel secondo caso, i pazienti vengono muniti di attrezzi atti a colpire il materiale duro posto di fronte a loro. Questa pratica si è rivelata utile ai fini del controllo dell'aggressività. Infatti, le varie esperienze hanno dimostrato che le persone che possiedono un'agressività maggiore rispetto alle altre rivelano una certa difficoltà a colpire il materiale, poiché provano paura nei confronti di se stessi e della loro aggressività. Lo scopo di questa tecnica terapeutica è quello di far capire ai pazienti che la loro aggressività può essere utilizzata per produrre qualcosa di creativo, invece di essere distruttiva. Ovvero, stando a quanto afferma lo scrittore, critico e poeta Herbert Read, l'impulso aggressivo può essere utilizzato in maniera creativa. In poche parole, il piacere di distruggere un blocco di materiale duro resta, ma viene limitato dalla convinzione che l'atto aggressivo può anche produrre cose belle. Dato che il primo esperimento di questo genere, praticato all'ospedale psichiatrico Pratozanino di Cogoleto, ha avuto successo, sono continuati gli esperimenti anche in altre città, come a Quarto.

L'idea per questo articolo mi è venuta dopo aver osservato delle ragazze, che studiano al liceo artistico a Firenze, mentre lavoravano su un progetto artistico che mi ha ricordato, per certi aspetti, le tecniche di arteterapia.

 

Ilaria Baldini

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 30 Giugno 2015 12:06 )  

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