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Pio Baldelli e la controinformazione

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 Due momenti della marcia della pace del 1961: Capitini e Baldelli insieme a Danilo Dolci ed altri intellettuali.. Le due foto sono state cedute da Pio Baldelli

 

Pio Baldelli, nasce nel 1923 a Perugia, giornalista, scrittore, filosofo, politico, antifascista, educatore e docente universitario, Giovanissimo inizia a lavorare come educatore di infanzia per mantenere la madre. A scuola viene definito un brillante studente e così si iscrive grazie a una borsa di studio all'Università Cattolica di Milano dove, dopo il primo anno, viene allontanato e così si trasferisce come università in un'altra città. 

Chiede aiuto al padre di Aldo Capitini che lo indirizza al figlio che si occupava di un Centro di orientamento sociale oltre ad essere Rettore dell'Università di Perugia (1944/46). Partecipano insieme alla prima marcia per la pace nel 1961 insieme a Danilo Dolci ed altri intellettuali a cui faranno seguito altre manifestazioni dalla Sicilia a Milano a cui Pio Baldelli prenderà parte. Nel 1963 inizia la sua attività con “Sociologia del cinema. Pubblico e critica cinematografica”.

Prosegue gli studi sul cinema pubblicando, nel 1964, un volume intitolato "Film e opera letteraria", suddiviso in 5 parti e che tratta prevalentemente del rapporto più o meno vincolante che può esservi tra l'opera cinematografica e quella letteraria. L'anno seguente si dedica, invece, ai film di Luchino Visconti pubblicando un libro intitolato proprio "I film di Luchino Visconti".

Tra il 1967 e il 1968 tratta dei temi che legano comunicazione, politica ed educazione, attraverso due volumi: "Comunicazione audiovisiva ed educazione" e "Politica culturale e comunicazione di massa". Tra il 1969 e il 1970 torna a trattare più nello specifico di cinema, pur sempre inquadrato nell'ambito dell'educazione con "Cinema dell'ambiguità", "Cinema lotta e liberazione" e "Educazione e cinema". Pio Baldelli, si trasferisce a Firenze negli anni Settanta, dove ottiene la cattedra universitaria di storia del cinema. Il nome di Baldelli è legato ad innumerevoli volumi di critica del cinema e argomenti sociali e culturali.

Teorico della comunicazione di massa e pioniere in Italia del concetto di "controinformazione". Il libro “Informazione e controinformazione”, prima edizione nel 1972, (ristampato in edizione integrale nel 2006). Per gli anni Settanta, fu un testo importante per la disciplina di Teoria e Tecnica delle comunicazioni di massa. Anticipando l'analisi sugli effetti delle moderne tecnologie della comunicazione di massa, fornisce indicazioni e suggerimenti per una controinformazione che parta dal basso. Tra il 1972 e il 1977 si dedicò alla pubblicazione di monografie su Visconti, Rossellini e Chaplin, tornando nuovamente a trattare di cinema. Successivamente Baldelli decide di approfondire le tematiche già affrontate con "Informazione e controinformazione" riguardo i rischi legati ai grandi mezzi di comunicazione, collaborando con le prime radio e televisioni private e concedendo la prima firma di giornalista e accettando la direzione responsabile di alcune testate fiorentine, come Controradio, D.E.A. e DEApress.

Viene considerato punto di riferimento per i giovani del Movimento studentesco negli anni settanta/ottanta, frequentatore della sede di Lotta continua, settimanale e quotidiano politico italiano fondato nel 1969, organo ufficiale dell'omonima formazione extraparlamentare, ne diviene il direttore responsabile scrivendo articoli in difesa dell'anarchico Pinelli per cui viene denunciato dal commissario Calabresi e successivamente processato per diffamazione aggravata a mezzo stampa. Anche per questo Baldelli è considerato voce libera e trasversale dell'opposizione.

Tra il 1980 e il 1983 (durante l’VIII Legislatura), viene eletto deputato alla Camera nelle fila del partito radicale; durante i quattro anni di mandato sono in tutto 41 i progetti di legge presentati, di cui cinque approvati. Le sue ultime tre pubblicazioni, "Cybercomunicazioni e spazi pubblicitari" (1993), "Nuovi alfabeti e scuola analfabeta. Tempi di cambiamento: verso il 2000" (1994) e "Mass media e violenza" (1996), riprendono nuovamente il filone della comunicazione su tre diverse dimensioni: pubblcitaria, educativa e politica.

Per conoscere la personalità di Pio Baldelli ho intervistato Silvana Grippi che  mi ha fornito le seguenti informazioni fornite direttamente e qui trascritte. Inoltre è colei che ha continuato come direttore responsabile l'organizzazione dell'agenzia di stampa DEApress:

"Ho conosciuto Pio nel 1974 e da allora le sono stata amica e per me è stato il mio grande maestro. Personaggio sempre contro corrente, in primo piano ha sempre posto la didattica e la divulgazione. Le sue lezioni magistrali si svolgevano dando priorità ai soggetti che salivano in cattedra per essere intervistate da lui: per raccontare dalle piccole alle grandi storie inedite; dall'uomo piccolo al regista famoso; ha parlato della "comunicazione" come logos (Luogo come spazio/tempo) in cui la massa si poteva riconoscere e condividere. Quando ancora non era chiaro il concetto di comunicazione egli cercava di regalare agli studenti un attimo di visibilità. L'esame con il voto politico era rafforzativo per la personalità escludendone l'ego e unificando la meritocrazia. La comunicazione diventò prioritaria in una società di persone che avrebbero dovuto affrontare la scuola, la fabbrica, la famiglia con tutti i preconcetti e pregiudizi che la nuova forma di società richiedeva:
la cosa più importante della nostra società diventava così un'espressione verbale, quasi televisiva, un talk show

Per la sua difesa ad oltranza venne denunciato: scrisse sul delitto Pinelli e questo gli costò un processo e attraverso le liste radicali riusci ad entrare in Parlamento. Nei momenti della sua lunga malattia in pochi gli furono vicino. Partecipò alla prima marcia della pace assieme a Danilo Dolci, Aldo Capitini ed altri personaggi. Il suo cavallo di battaglia, oltre al cinema, erano i personaggi. A lui si riconosce il merito di aver determinaqnto che ad ogni informazione cosrrisponde una controinformazione.Il suo immenso lavoro di ricerca è riconosciuto all'estero ma poco a Firenze,luogo in cui lui insegnava all'università e dove ha formato molti giovani. Ho scritto di lui più volte raccontando anche picoli aneddoti. Sono contenta di averlo conosciuto. Grazie Pio". 

 

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Ottobre 2018 10:12 )  

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