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Parliamo di fotografia

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200 anni di scoperte fotografiche e ancora la fotografia stimola la nostra curiosità. Molte domande ci sarebbero da porre ma vediamo insieme cosa ha fatto scattare questo interesse della fotografia? 
Dopo i primi approcci a metà dell'ottocento si può dire che un salto di qualità avvenne a fine secolo. La fotografia attraeva molte persone perché era un nuovo modo di espressione e di investimento commerciale, in quanto la propria immagine era un biglietto da visita che sollecitava l'ambizione e l'affermazione individuale e professionale. 
La fotografia professionale attraeva uomini e donne e una statistica del 1891 ci fornisce i seguenti dati: negli Stati Uniti nei primi anni ottantata alcune fonti ci riportano che c'erano circa diecimila fotografi, in GranBretagna più di settemilacinquescento e in Germania oltre seimila, molti di questi erano viaggiatori o ambulanti che producevano ritratti privi di ispirazione e lavori commerciali di vario genere. Un quarto dei fotografi di profesisone erano donne, poi c'erano molti studiosi che ne discutevano nelle varie Accademie. 
In questa massa indifferenziata di individui si ha un interesse postumo alla fotografia che hanno poi attirato l'interesse nei diversi generi, sia per merito della qualità delle foto che cresceva che del livello di professionalità di chi le scattava.

Da allora i progressi in campo fotografico non si contano più: negli anni settanta e ottanta del XIX secolo grazie alla scopera dell'istantanea e le pellicole sensibili di gelatina che furono introdotte nel 1881. L'arrivo della macchina Kodak nel 1888 con George Eastman mise a subbuglio la vita dei fotografi anche dilettanti che potevano usufruire di una machina piccola e semplice con lenti a fuoco fisso e una velocità e uno stop una pellicola che permetteva di scattare un centinaio di foto senza dover essere riavvolta.

In primis si ha una ricerca fotografica documentaria e queste sono ancora oggi oggetto di attenzione, come i ritratti di personalità che sono arrivati fino a noi  e immagini invece di situazioni e di eventi considerate foto "pittorialiste", il cui unico scopo era quello di illustrare e rendere importante l'avvenimento. La fotografia documnetaria  nasceva da una serie di mortivazioni, innanzitutto la curiosità e l'interesse a sperimentare la macchina fotografica anche in modo inosservato. Le strade di Londra furono scene di vita fotografate dal britannico Paul Martin  (1864-1924). Ci furono molti studi scientifici sul movimento, realizzati da Muybriudge (1830-19104), Etienne-Jules Mareu (1830-1904) e del pittore americano Thomas Eakins (1844-1916). L'interesse per le condizioni sociali dell'epoca e la denuncia della povertà portò alla scoperta del fotoreportage: le prime foto di un certo rilievo si hanno con Jacob Riis e con i suoi collaboratori nei quartieri poveri di New York; mentre quelle di Martin erano più una ricerca di estetica per creare documenti di informazione. Un nuovo linguaggio nasce per far percepire alla mente uno sguardo che fissa oppure un concetto inespresso e ciò determina l'evoluzione lingustica dell'immagine non solo riflessa ma che racconta.

Emerson fu il primo a notare ciò che in quel momento non appariva evidente: la macchina fotografica rileva le immagini in modo diverso dall'occhio umano. Le lenti registrano ogni particolare con la stessa chiarezza, mentre l'occhio umano enfatizza i singoli tratti o gli oggetti che interessano l'osservatore; a senconda della luce e dei colori c' è il momento magico cioè la soggettività che si aggiunge nella descrizione seguendo altre norme  del fermo immagine.  E allora invece di prendere ad esempio i maestri del passato, la scuola pittorialista si rivolge agli impressionisti e ai giapponesi. Una pretesa ambiziosa dei pittorialisti era distiguere la loro attività dagli autori delle istantanee. Essi cercavano di realizzare un ideale scegliendo i soggetti ed elaborando la tecnica della camera oscura. Si avranno così le sperimentazioni sui processi di stampa: carbonio per i neri intensi, i bianchi chiarissimi, bromoio ecc. Il negativo prodotto dalla macchina fotografica divenne un punto di partenza, senza considerare il fotografo  ma una ricerca formale come perfezione.

A questo va aggiunto a l'iimportanza crescente del fotografo dilettante che invece ha la caratteristica di mettere un aspetto personale e si ha un notevole influsso da parte dei fotografi usciti dalla Royal Photographic Society di Londra: Il Photo Club di Parigi, il Camera Club di Veinna e nel 1902, la Photo-Secesioni di New York allargano le vedute sulla fotografia. Sorge così una stimolante discussione sulla questione del soggetto e la fotografia pittorialista. Con l'americano Alfred Stieglitz, all'arrivo del secolo nuovo, la fotografia cambia genere. Dagli anni Venti agli anni Cinquanta, dopo un lento regresso, il fotogiornalismo conobbe uno straordinario sviluppo dovuto alle nuove ideee e alle nuove tecniche: appare nuovamente una macchina di piccolo formato ancora più maneggevole e rapida. Continuano gli apparecchi a lastre (davano una grana più fine) ma l'Ermanox nel 1924 conquista il mercato; mentre nel 1923 a Wetzlar Oskar Barnack creò una macchina che poteva usare pellicola cinematofgrafica a rotolo: la Leica che era una 24x36 mm. su una striscia di pellicola di 35 mm di larghezza. Ecco la scoperta, che grazie al telemetreo accoppiato con sette obiettivi intercambiabili di focali diverse, resero la foto eccezionale. Contemporaneamente la Rolleiflex della Francke, un Heidecke, una reflex a due obiettivi, uscì nel 1929 (6x6). Vennero messe in commercio le pellicole panoramica: Ilford (32 asa), Kodak Super Sensitive e l'Agfa Superpan (100 Asa). Quindi la stampa è rivoluzionata e pure l'impaginazione dei giornali. Nascono le agenzie di stampa e tra le prime ci fu la DEphot di Berlino.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 20 Ottobre 2017 15:31 )  

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