Lunedì scorso, 11 Febbraio è morto Lawrence Ferlinghetti, poeta ed editore, uno dei membri della "beat generation". Di padre italiano immigrato negli Usa, si arruolò nella Marina statunitense durante la seconda guerra mondiale al termine della quale terminò gli studi a New York prima e a Parigi poi, per stabilirsi in seguito a San Francisco dove fondò la libreria e casa editrice City Lights. Nel '56 finì in prigione per aver pubblicato "Urlo" di Allen Ginsberg, prima che un celebre processo scagionasse autore ed editore dall'accusa di oscenità. Pubblicò in seguito buona parte delle opere dei poeti della "beat generation", e ottenne una certa fama anche per le sue poesie. E' del '58 la sua raccolta poetica più famosa: "A Coney Island of the Mind" (una Coney Island della mente). Il titolo è un riferimento alla zona di New York dove c'era un famoso Luna Park. I temi e lo stile delle sue poesie si avvicinano a quelle degli altri della "beat generation", ma risentono molto anche l'influsso dei surrealisti francesi. L'attività artistica di Lawrence Ferlinghetti comprende anche dipinti, e piccole parti in vari film. Rimase sempre legato all'Italia, che visitò più volte. La città di Brescia, da cui proveniva suo padre, gli aveva assegnato la cittadinanza onoraria nel 2017.
Personalmente ricordo quando, alla fine degli anni '90 inaugurò una succursale della sua storica libreria a Firenze, vicino alla porta San Niccolò. La piccola folla che si era radunata rimase incantata dallo spirito giovanile quest'uomo (all'epoca ultra-ottantenne), e dai suoi grandi occhi azzurri. Disse che voleva fondare un nuovo circolo rosso, ma più anarchico e pacifista. Purtroppo questa iniziativa ebbe vita breve.
Fabrizio Cucchi, DEApress
(foto di "vortextheory" da Wikipedia)
| Share |
| < Prec. | Succ. > |
|---|






