Di questi tempi usare un riferimento a Curzio Malaparte probabilmente non rende il senso, poichè nel correre e scorrere delle cose e delle letture, non si è più abituati a comprendere il costrutto delle cose, soprattutto quando muore un artista che prima di tutto era un uomo. Parliamo di Lucio Quarantotto, quello famoso per aver scritto l'unico suo successo, la bocelliana Con te partirò che in verità aveva poco della sensibilità e dell'animo dell'autore. Quarantotto non era un cantautore per il popolo, non era artista da Caterina Caselli, quella mentore che teoricamente lo aveva scoperto. In verità Quarantotto esisteva già prima che la rossa cantante della Sugar capisse la vena di profondo cantautore di cui era dotato l'artista veneziano. Purtroppo però, il mercato è mercato e brani che portano poi al grande successo di vendite soprattutto, possono destabilizzare un poeta abituato alla luce della lanterna rispetto alle luci dei fari da 500 Watt. Non è questo il momento di imputare colpe, forse non esistono, ma per persone così particolari come Quarantotto, dovrebbe esistere un mondo discografico che fosse forte da proteggerli e da farli vivere nella serenità della creatività in una vita che spesso può essere molto tormentata. Non sappiamo perchè Lucio Quarantotto abbia deciso di porre termine alla sua vita, non è questo che importa, ma quello che conta è che di lui s'era persa la memoria, anche se la sua "bella" scheda campeggia tutt'ora sul sito della Sugar. Il silenzio tante volte serve a capire la genialità, le luci soffuse aiutano la creativà e l'accoglienza serve a proteggere chi come Quarantotto sapeva creare da vero cantautore, o meglio da autore profondo. Oggi possiamo solo elevare un canto alla sua memoria, alla memoria di un povero cristo, in un tempo che non riesce a riconoscere chi sa esprimersi usando la penna ad inchiostro e non il carattere che svanisce del computer. E a noi mancherà la follia creativà di un artista unico, raro in un panorama spesso insidiato da scarsi talenti e da tanta, ma tanta ostentazione dell'immagine.