ALEA
"SPLEENLESS"

Giovanissima della scena, figlia d’arte in un esordio che veste a pieno un certo tipo di mood: siamo nel soul rapito dai movimenti noir americani e trasportati in Italia dove il POP industriale dall’elettronica facile lo troviamo ovunque come il prezzemolo e la crisi. Insomma quello di ALEA è un disco che con la direzione artistica del musicista e compositore Pasquale Carrieri, prende una direzione d’epoca o, come dicono loro, vintage. Molte riprese in diretta, esecuzioni live per un blues e un soul che però tanto antico non riesce ad essere in fondo…diciamo che siamo a pieno titolo in tutta quella vasta cerchia di artisti (per lo più in rosa…e qui i rimandi sono quasi automatici ed eviterei per non ripetermi) che sposano il soul nero in uno scenario nostrano in tutto e per tutto. Il bello di questo lavoro non è quindi nella forma o nell’originalità dove forse manca di personalità e di chicche curiose. Piuttosto c’è del fascino imperioso in questa voce che se pur giovane tradisce molta maturità…e poi ancora i testi che, eccezion fatta solo per alcuni momenti come per il brano “Dentro me”, mai si appoggiano alle rime facili e ai smielati romanticismi tipici della canzone leggera italiana. Ma non solo America insomma: ci troviamo liriche napoletane assolutamente sfacciate nella bellissima “Musica” o sapori di provincia d’epoca nella suggestiva “Amore cercato” dove il tutto diventa magico e prezioso grazie al duetto che Alea porta in scena con il padre. E che dire dell’arroganza “fusion” che troviamo in “Non c’è pace”? Che poi pronti a tavola anceh gli anni ’80 di Quincy Jones nell’omaggio con “Miss Celie’s Blues” e qui direi che l’apice di fascino di Alea raggiunge il massimo livello di equilibrio e di estetica…quasi a dire che è questa la vera ragione della sua voce. Ma oltrepassiamo la parentesi omaggio e facciamo partire il rockabilly di “Motivetto” e poi chiudiamo tornando alla radice delle cose e cioè al blues e al soul di trombe in sordina.
Insomma “Spleenless" cerca di essere l’antidoto alla malinconia e forse, gradualmente ci riesce. Come esordio non c’è niente da dire…speriamo che da ora in poi ci sia la ricerca anche di una maggiore personalità.
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