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SYNTHAGMA PROJECT: un lungo viaggio "onirico"

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SYNTHAGMA PROJECT
“ONIRICA”

copertina Onirica

“Fragments” - Official Video

Torniamo in Toscana per celebrare una delle realtà più importanti in ambito nazionale e internazionale per quel che riguarda i percorsi musicali di antiche tradizioni folk - medievali… parliamo degli InChanto che dopo anni di grande carriera cambiano volto alla loro musica e nome al loro progetto. I SYNTHAGMA PROJECT firmano con la RadiciMusic un primo lavoro dal titolo “Onirica”: da quell’immaginario di antiche radici medievali e barocche, si è lasciato ampio spazio alle derive inedite, a nuove scritture e nuove interpretazioni… ampip spazio anche alle estemporanee ispirazioni del momento, ma soprattutto un nuovo suono che sposa a pieno la contaminazione digitale. Dal neo-folk alla psichedelia, quella classica, quella di concetto, quella che non vuole avere regole, forme ed etichette. "Onirica" è un disco di totale evasione, lontano anni luce dalle nostre abitudini di ascolto e di orientamento e questo rende impossibile e ostico ogni tentativo di codifica e di critica. Per questo la composizione di “Onirica” va lasciata scorrere come flusso di coscienza e contenitore pulsante di emozioni visive.

Dal neo-folk alla psichedelia. Due estremi forse troppo sintetici per descrivere il percorso. Come e perché gli InChanto diventano Synthagma Project?
Quest'anno fanno 20 anni dal debutto discografico degli InChanto, progetto difficilmente descrivibile in quanto in esso confluiscono musica medievale, musica celtica, folk, classica. Questa difficoltà di classificazione ci ha, paradossalmente, dato la possibilità di suonare in contesti più disparati e in festival di vario genere, sia in Italia che all'estero.
La scelta progettuale di elaborare un repertorio interamente originale e molto strutturato è stata il nostro “marchio di fabbrica”. Negli ultimi anni però, come principale autore delle musiche, mi sono reso conto che stavo andando incontro ad una certa ripetitività di schemi e ad un'eccessiva standardizzazione negli arrangiamenti. Per cui, ad un certo punto, ho sentito l'esigenza di un cambio di rotta radicale dando vita, insieme a Michela e Daniele, ai Synthagma, progetto altrettanto “poco classificabile” ma che parte da presupposti totalmente differenti se non, addirittura, opposti. Abbiamo deciso di cambiare completamente l’approccio compositivo e di dare ampio spazio all'improvvisazione: il tutto senza troppi calcoli, ma solo seguendo “l’emozione del momento”. Alcuni brani sono nati direttamente in studio da spunti e idee venuti fuori in modo inaspettato mentre altri, che avevano già una struttura abbastanza definita, hanno poi imboccato una strada completamente diversa.

Parliamo di “Onirica” che ormai festeggia il suo tempo, oltre un anno di vita… ma queste sono composizione che non hanno tempo e dal tempo sfuggono, non è così?
“Onirica” era in pratica già pronto quasi un anno fa. Poi per varie vicissitudini, non ultimo un mio problema di salute, abbiamo rimandato a novembre l'uscita in digitale e ai primi mesi di quest'anno l'uscita su Cd facendo, nel frattempo, alcune modifiche soprattutto dal punto di vista grafico. Certamente a noi non interessa seguire le mode del momento visto anche l'appiattimento dell'industria discografica di questi anni. I nostri brani rimangono “inattuali” o, per meglio dire, “diversamente attuali”: ebbene a noi va bene così. Quando siamo partiti con il progetto, lo abbiamo voluto fare in totale libertà: partiamo e...vediamo quale strada imboccare. Quello della composizione è sicuramente l’aspetto principale del nostro lavoro, strada facendo però ci siamo imbattuti in composizioni di musica antica di tale bellezza che “riscrivere” questi brani che hanno attraversato i secoli ci è sembrata un’altra sfida alla quale non ci siamo potuti sottrarre.

Alterazione, trasformazione, contaminazione. Una ghironda diviene altro… ai puristi del suono e delle tradizioni cosa rispondete?
La frase “criptica” e apparentemente estranea che abbiamo inserito all’interno del digipack vuole significare proprio questo: sentiamo cori, corni od archi, ma in realtà si tratta della ghironda o della chitarra…anche se non sembra. Lo stesso si può dire per la grafica: non sembra una foto, non sembra un disegno eppure è tutto questo. Sul concetto di “purismo” ci sarebbe molto da discutere. La musica non può e non deve essere una mera riproduzione del “già fatto”: deve essere evoluzione, contaminazione, sperimentazione. Ad esempio nella musica popolare irlandese possiamo ritrovare stilemi di “musica colta” come in molti autori dell'otto/novecento ritroviamo molta musica folk: basti pensare a Dvoràk, Mussorgsky, Sibelius o Gershwin. E questo vale anche per gli strumenti musicali: con i suoi mille anni di storia tra gli splendori della musica barocca e l’oblio della musica popolare, la ghironda sta avendo da diversi anni un’evoluzione incredibile sia come costruzione che come possibilità, ritagliandosi un ruolo di tutto rispetto anche in altri ambiti musicali.

Il vero messaggio di “Onirica”? Pure visioni o c’è un filo conduttore per tutto l’ascolto?
Come accennavo prima, quando abbiamo iniziato l’avventura “Synthagma” non ci siamo volutamente dare dei paletti entro cui muoverci. Per cui in realtà in questo lavoro non c’è un vero e proprio filo conduttore ma, piuttosto, una serie di immagini e visioni che si sovrappongono e si mescolano: come in un sogno, appunto. E anche nel video di “Fragments” abbiamo voluto ricreare questa atmosfera “onirica”.

Interessante la copertina e quindi, di rimando, alle scene del video di “Fragments”. Onirico anche questo aspetto, ovviamente. C’è un significato anche in questo tipo di gestire l’immagine?
L’immagine è sempre stata molto importante in tutti i nostri progetti. Inizialmente, ad essere sinceri, avremmo voluto dare un taglio grafico più semplice, più “minimalista” al Cd. Michela ha cominciato ad utilizzare inizialmente la tavoletta grafica per alcune semplici elaborazioni, ma poi…ci siamo fatti prendere la mano. Abbiamo la fortuna di abitare in una zona, patrimonio dell’UNESCO, che ha già di suo degli scorci quasi fiabeschi, che variano di continuo a seconda delle stagioni. Ecco, noi abbiamo voluto rendere ancora più “onirici” gli scatti fotografici che abbiamo realizzato nel tempo, contaminandoli con elementi surreali creati in digitale. Non sono foto, non sono disegni e tuttavia…sono entrambi.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 24 Giugno 2020 11:32 )  

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