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Unioni civili...sì o no?

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Wedding rings

 

 

Family day, famiglia tradizionale, unioni civili, coppie di fatto, famiglia “alternativa” ecc. nelle ultime settimane, si è sentito parlare tanto di queste benedette unioni civili, ed ovviamente non sono mancate polemiche e discussioni varie su un argomento molto delicato che ancora una volta divide l’Italia in due schieramenti: i sostenitori della “famiglia tradizionale” ed i sostenitori di nuove forme di famiglia, basate pur sempre sull’amore.

L’Italia, come per la maggior parte delle questioni, è sempre l’ultima a rinnovarsi e ad aprire i suoi rigidi schemi tradizionalisti a nuove forme di pensiero e riforme. Non stupisce a questo punto, che anche per la questione delle Unioni civili l’Unione Europea ha dovuto “imporre” all’Italia di prendere delle decisioni e dare un regolamento giuridico ad una realtà che nella maggior parte del continente europeo è stata riconosciuta e tutelata da ormai tanto tempo.

Ciò che molti italiani dovrebbero mettersi in testa, è il fatto che non si può continuare a fare finta che gli omosessuali non ci siano, che non fanno parte di questa società, che sono “diversi” e per questo tenuti in disparte. Non credo sia un ragionamento giusto e democratico, ma assolutamente egoista, sostenuto da tanti cattolici e non, che si permettono di mettere Dio e la religione come simbolo della validità dei loro ragionamenti.

Perché due persone dello stesso sesso che si amano e decidono di costruire un futuro insieme, non hanno il diritto di essere tutelate e riconosciute? Perché queste coppie devono essere considerate “diverse” in fondo il principio che le tiene unite è lo stesso che tiene unite le coppie eterosessuali, ossia l’amore. L’amore che è stato da sempre etichettato come normale, solo se tra un uomo ed una donna.

Non credo che ai sentimenti si possa dare una spiegazione e soprattutto una definizione, non credo che i sentimenti possano essere racchiusi in schemi rigidi e statici. Se davvero ci si vuole bene e ci si ama, non si provoca danno a nessuno.

Certo, la questione si fa ancora più complessa quando nel discorso sbuca la parola “adozione”, quando si mettono di mezzo i bambini, il loro quieto nascere e crescere all’interno di una famiglia.

Non credo che un bambino possa rimanere turbato se cresce avendo due mamme o due papà che gli vogliono bene. Credo che il problema in questo caso sia la società, che farebbe pesare o comunque vivere male al bambino, il fatto di avere due genitori dello stesso sesso.

Non so cosa decideranno i nostri politici su questa tematica, non so per quanto tempo ancora l’Italia debba rimanere cieca e sorda davanti ad una realtà viva e vegeta, che chiede un minimo di riconoscimento ed un minimo di diritti. Non si sta chiedendo la luna, eppure tanta gente bigotta fa pesare anche questo. I diritti basilari, all’interno di una democrazia non possono essere negati, altrimenti di democratico ci resta ben poco.

 

Lidia Scaperrotta /DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Domenica 31 Gennaio 2016 17:38 )  

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