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La Notte poco prima delle Foreste. Favino a Pontedera

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STAGIONE 2018 – 2019

TEATRO ERA

Parco Jerzy Grotowski, via Indipendenza

Pontedera

 

LUNEDÌ 7 GENNAIO ore 21

PIERFRANCESCO FAVINO

“LA NOTTE POCO PRIMA DELLE FORESTE”

LA STAGIONE DEL TEATRO ERA RIPARTE CON PIERFRANCESCO FAVINO

CON IL MONOLOGO CHE HA CONQUISTATO SANREMO LO SCORSO ANNO

Dopo la pausa natalizia, la Stagione del Teatro Era riprende in grande stile lunedì 7 gennaio alle 21 con la presenza dell'attore Pierfrancesco Favino diretto daLorenzo Gioielli in La notte poco prima delle foreste. Il brano che ha conquistato Sanremo lo scorso anno era un estratto del testo di Bernard-Marie Koltès che l'attore romano porta in scena nella sua integrità ed estrema bellezza. È lo stesso Favino a spiegarne il fascino profondo: “Mi sono imbattuto in questo testo un giorno lontano, mi sono fermato ad ascoltarlo senza poter andar via e da quel momento vive con me ed io con lui. Mi appartiene, anche se ancora non so bene il perché. È uno straniero che parla in queste pagine. Non sono io, la sua vita non è la mia eppure mi perdo nelle sue parole e mi ci ritrovo come se lo fosse. Il suo racconto mi porta in strade che non ho camminato, in luoghi che non ho visitato. Come un prestigiatore fa comparire storie di donne, di angeli incontrati per caso, di violenze e di paura di ciò che non conosciamo. Forse è anche a questo che serve il Teatro e mi auguro di riuscire a portarvi dove lui porta me”.

Bernard-Marie Koltès, autore francese tra i più importanti del ventesimo secolo, scomparso a soli 40 anni, ha creato con questo testo un poema per voce sola sui problemi dell’identità, della moralità, dell’isolamento, dell’amore non facile. Poco prima del punto di non ritorno della nostra umanità. Essere stranieri. Abbordare un nuovo e giovane amico sotto la pioggia. Avere in cuore una ragazza notturna, un ectoplasma da lungofiume. Odiare gli specchi. Amare le puttane matte. Distinguere il ‘nervosismo’ dei macrò usciti dritti dritti dalle gonne di mamma. Farsi un’idea di qualcuno solo se te lo scopi. E però poi filarsela, senza discorsi. Denunciare la divisione in zone di lavoro settimanale, in zone per le moto, o per rimorchiare, o per le donne, o per gli uomini, o per i froci, e avvilirsi per zone della tristezza, della chiacchiera, dei venerdì sera. L’intelaiatura di quest’opera è un paradigma straordinario, un testo fluentissimo e irto nella sua prosa vertiginosa, aliena da punteggiatura ferma, tutta pervasa di anacoluti e biasimi come un romanzo-pamphlet di Céline. I temi assoluti di questo autore prematuramente scomparso a quarant’anni affiorano in una comunicazione per voce solista, un poema teatralissimo che sconta i problemi dell’identità, della moralità, dell’isolamento, dell’amore non facile.

Lorenzo Gioielli racconta qualcosa di più nelle note di regia: “Nella notte poco prima delle foreste, poco prima del punto di non ritorno della nostra umanità, poco prima della fine del mondo, un uomo, uno straniero, un estraneo, un diverso che ha tentato in tutti i modi di diventare un eguale, ferma nella pioggia un ragazzo. Che sembra un bambino. Immacolato.

Qualunque cosa aggiunga e qualunque tentativo di spiegare cosa l’estraneo dice al giovane farebbe un torto a Koltès, a Favino e al pubblico. Le piane e corrette parole che dovrei scrivere servirebbero soltanto a limitare la dolorosa vastità dell’interprete e a minimizzare la sconcertante bellezza del testo.

Altra cosa, da regista, è dare una forma a tale evento. Questa forma non è una creazione, come per l’autore e l’attore. La regia de La notte riguarda soltanto il portare alla luce tutto quello che si è compreso dell’abbagliante e umanissima bellezza che si è avvertita, e che quindi si è aiutato a comprendere, sia dell’attore che del testo. Anche se tracciare una linea di confine fra i due, a questo punto delle prove, è francamente uno sterile esercizio intellettuale. Depurare ed esaltare l’esistente, quindi, non aggiungere sovrastrutture espressive non necessarie. Altro imperativo categorico di questa formalizzazione è l’assoluta comprensibilità per il pubblico. Non solo da un punto di vista logico ma per un più completo riconoscimento emotivo dell’evento a cui si assiste. Per raggiungere questi scopi, alla regia sono necessari calore, obiettività e ascolto, non necessariamente in questo ordine. Sono altamente sconsigliati cinismo ed egotismo, in quanto fattori inquinanti e ingannatori. Bisogna esercitare l’autenticità del proprio sguardo perché generi l’autenticità dello spettacolo. Per tutto il resto, il pubblico è re.”

Biglietti: Intero € 20 - Ridotto € 18 - Studenti € 12.

Per tutte le ulteriori informazioni 0587.55720, www.teatroera.it - www.teatrodellatoscana.it

Ufficio stampa e comunicazione

Maurizio Busìa 3492307448

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DI GENNAIO

Venerdì 11 e sabato 12 gennaio 2019 ore 21.00

Cantieri Teatrali Koreja

LA RAGIONE DEL TERRORE

testo di Michele Santeramo
con Maria Rosaria Ponzetta e Michele Cipriani

assistente alla regia Giulia Falzea

scene e luci Bruno Soriato

sonorizzazione Giorgio Distante

realizzazione scene Mario Daniele

regia Salvatore Tramacere

Salvatore Tramacere dirige La ragione del terrore di Michele Santeramo, con Maria Rosaria Ponzetta e Michele Cipriani. L’ambiente è un paesaggio fatto di grotte abitate da persone e non nella preistoria, ma nell’Italia di pochi decenni fa. In uno di quei posti in cui i sogni sembrano veri. Una storia sull’apparente inevitabilità di certe conseguenze.

Una produzione Cantieri Teatrali Koreja.

Sabato 19 gennaio 2019 ore 21.00

Domenica 20 gennaio 2019 ore 17.30 | Teatro Era

Compagnia Mauri Sturno

Glauco Mauri, Roberto Sturno

I FRATELLI KARAMAZOV

di Fëdor Dostoevskij

libera versione di Glauco Mauri e Matteo Tarasco

con (in ordine di entrata) Paolo Lorimer, Pavel Zelinskiy, Glauco Mauri, Roberto Sturno, Laurence Mazzoni, Luca Terracciano, Giulia Galiani, Alice Giroldini

scene Francesco Ghisu

costumi Chiara Aversano

musiche Giovanni Zappalorto

luci Alberto Biondi

regia Matteo Tarasco

Matteo Tarasco dirige Glauco Mauri e Roberto Sturno ne I fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij.

Un inferno dantesco, una “comédie humaine” alla russa, dove bestie umane si agitano sulla scena del mondo, dove il denaro, il fango e il sangue scorrono insieme. Un capolavoro che ci restituisce il coraggio di essere nuovamente eloquenti e profondamente umani.

Una produzione Compagnia Mauri Sturno.

Sabato 26 gennaio 2019 ore 21.00

Fondazione Teatro di Napoli, Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto

TANGO GLACIALE RELOADED

(1982 → 2018)

progetto, scene e regia Mario Martone
riallestimento a cura diRaffaele Di Florio e Anna Redi

elaborazioni videografiche Alessandro Papa
con Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro
interventi pittorici / design Lino Fiorito
ambientazioni grafiche / cartoons Daniele Bigliardo
parti cinematografiche / aiuto – regia Angelo Curti, Pasquale Mari
elaborazione della colonna sonora Daghi Rondanini
costumiErnesto Esposito

riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/Novanta (Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini)

in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni

con il sostegno di Torinodanza festival | Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale

in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee/ Fondazione Teatro Comunale di Ferrara /Teatro Pubblico Pugliese - Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura / Fondazione Toscana Spettacolo onlus/ Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”

Mario Martone riallestisce lo storico spettacolo Tango Glaciale, che ha debuttato nel 1982 al Teatro Nuovo di Napoli, in scena c’erano Andrea Renzi, Tomas Arana e Licia Maglietta, tutti esponenti di Falso Movimento, il collettivo di artisti che in quegli anni cambiava la storia della sperimentazione teatrale italiana. L’operazione di rimettere in scena il lavoro, compiuta oggi a distanza di trentacinque anni, conferma il carattere assolutamente rivoluzionario del progetto.

Una produzione Fondazione Teatro di Napoli, Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto.

ACQUISTO BIGLIETTI

Biglietteria Teatro Era

via Indipendenza, 56025 Pontedera 0587 213988.

Da martedì a sabato, dalle ore 16 alle ore 19.30. Domenica e lunedì riposo.

Box Office

via delle Vecchie Carceri 1 - 055.210804

Orario: da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 19, sabato dalle 10.00 alle 14, domenica chiuso

I biglietti sono in vendita anche presso il Circuito Regionale Box Office www.boxofficetoscana.it

Biglietteria Serale

È possibile acquistare i biglietti di tutti gli spettacoli della stagione durante le serate di spettacolo presso la biglietteria del teatro.

TEATRO ERA

Parco Jerzy Grotowski via Indipendenza, 56025 Pontedera

0587.55720 / 57034

teatroera@teatrodellatoscana.it

www.teatroera.it

www.teatrodellatoscana.it

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 03 Gennaio 2019 10:42 )  

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