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SE IL TEMPO NON AVESSE RISPOSTE. CLAUDIO RICCIARDI 2

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Da biologo come vive questa situazione di instabilità?

“Da biologo” non è una espressione che mi è congeniale. Ho fatto il biologo per 40 anni, ma la mia identità è altro. Il discorso è complesso. Il biologo è come qualcosa di esterno che si indossa, almeno per me, ma quando mi tolgo il camice, che ho tolto già da qualche anno, resto e sono altro. Mi restano delle conoscenze che mi permettono di comprendere quello che succede in maniera più precisa, meno confusa, a volte più critica. Ma resto comunque con le stesse difficoltà, incertezze, paure, insicurezze di qualunque essere umano, semmai è stato il lavoro analitico fatto che mi permette di evitare pensieri fasulli e paure paranoiche dove spesso, senza la comprensione di sé, a volte può essere difficile non cadere. Instabilità! Forse la vita stessa è instabile, ti porta spesso dove non vorresti essere, oppure ti porta in situazioni in cui non avresti mai immaginato di andare. Con perdite di affetti, perdite di persone che ti sembravano essere sempre presenti, incidenti improvvisi, patologie di vario tipo, ma anche mondi nuovi, conoscenze particolari, incontri decisivi, rendono la vita sempre instabile e spesso è la propria identità che sostiene nel dolore della perdita, anche della terra sotto i piedi, anche in una situazione interessante mai sperimentata prima.

Se dovesse insegnare ad un bambino come usare un legno per fare musica da dove partirebbe?

La prima cosa che mi viene in mente è la percussione. Il ritmo. Sbattendo un bastone per terra o sopra qualcosa seguendo degli schemi ripetitivi. Un po’ come credo sia successo durante il paleolitico quando, nel formare delle punte di freccia con la selce, i primi ominidi abbiano udito queste forme ripetitive e l’abbiano usate magari per muovere il corpo con la stessa cadenza.

Che cosa è L'albero che canta?

C.R.: Oltre ad essere il titolo del mio libro è una immagine che mi è venuta proprio dal didgeridoo. E’ un tronco d’albero cavo nel quale ci si soffia e ci si canta anche dentro e sembra la voce venire dall’albero dove magari c’è una donnina dentro che canta al posto nostro. Immagine di copertina della signora Chiara Rapaccini (RAP), la moglie di Mario Monicelli, che con grande gentilezza mi ha regalato per farne la copertina del mio libro.

Perché siamo ancora lontani da comprendere che qualsiasi virus potrà non essere così distruttivo se solo lo accettassimo nella natura che stiamo lentamente distruggendo?

Altra domanda complicata sulla quale si potrebbe discutere a lungo. Ma la natura di per se non è così bella come molti vogliono farci credere. I paesaggi certo sono a volte mozzafiato, così come gli ecosistemi del mondo vegetale ed animale. Ma non potrei dire la stessa cosa per quello degli invisibili (virus e batteri), troppo piccoli per essere visti senza lo sviluppo di sofisticate tecnologie. Ma gli animali, quelli che si vedono, sono stati e sono anche terribili. Solo vedendo il mio gatto acchiappare le lucertole ed ucciderle senza mangiarle a me vengono i brividi, e non ho mai visto con piacere, un leone azzannare e sbranare una dolce gazzella. La vita che si permette questo scempio, non lascia spazio alla presenza di entità metafisiche per le quali non ho molta simpatia. Il mondo della natura è un grande sistema complesso che inutilmente noi possiamo tentare di modificare senza doverne subire o percepire le conseguenze buone o cattive che siano. Abbiamo fino ad oggi osato forse troppo turbando un equilibrio delicato che si è costruito in milioni di anni ed ora in pochi attimi vogliamo modificarlo a nostro piacimento. Però non essendo animali che si adattano al mondo ma esseri umani che adattano il mondo a loro stessi è probabile che il nostro destino sia questo….pertanto con la nostra intelligenza abbiamo compreso quello che succede e così come lo abbiamo distrutto possiamo anche capire come curarlo e renderlo più sano. Ma ci vorranno molti anni e molta intelligenza che molti purtroppo non hanno.

Come sono le sue giornate attuali?

In realtà è cambiato ben poco per me. Vivo a Cerveteri da pochi anni, ma non mi piace molto, non c’è nulla da fare se non andare al mare o alla necropoli etrusca, che il Ministro ha negato ai pensionati. Il posto è molto bello, ma d’inverno sono spessissimo in casa. Ciò che mi piace fare, come leggere, scrivere, studiare, fare musica al computer, fare sculture, non si fa all’esterno e pertanto sto continuando a farlo con più impegno, evitando anche di lasciarmi bombardare dalla montagna di notizie, spesso deliranti, che giungono da ogni dove. Sapere è importante e seleziono le informazioni senza subirle. Ho un giardino confortevole ed un paio di volte al giorno esco con il gatto per curarlo un po’ e stare all’aria. Mi interessa molto la possibilità che facebook determina nel relazionarsi a molti amici con cui si discute di arte, di politica, di medicina e di tutto ciò che accade. Lo trovo una grande risorsa. Ho ripreso rapporti e instaurato collaborazioni musicali e culturali con persone che altrimenti non avrei potuto frequentare neppure prima. Oggi si possono fare musiche in collaborazione, puoi mostrare le tue sculture agli altri e sentire cosa pensano, mandare ciò che scrivi a qualcuno per sentire cosa ne pensa….insomma come ad incontrarsi fisicamente. Anche se poi ovviamente i rapporti concreti presentano un migliore e differente realtà. Ma molte relazioni si sarebbero estinte nel nulla del passato.

Cosa farà e come lo farà quando saremo più liberi di agire e di muoverci?

Questo un po’ più difficile a dirsi. Certo riprenderò le mie lezioni di scrittura cinese, un Corso di ginnastica, vedere concerti dal vivo, andare a mostre ed al cinema che amo molto. Rivedere il mare e gli amici. Ma lascerò molto alla creatività, non penso mai che l’impossibile non possa accadere, e mi piace molto improvvisare come con la musica. Seguire quello che viene e lasciarsi seguire da ciò che si fa. Qualcosa di nuovo accade sempre basta saperlo vedere.

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