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pastori e bombe

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Tutti ci ricordiamo delle lotte dei pastori Sardi del 2019 causate dal basso costo del latte pagato dai maggiori produttori di formaggi e derivati. Blocchi stradali , rovesciamenti di migliaia di litri di latte , manifestazioni davanti alle sedi istituzionali furono le forme di protesta con le quali i pastori riuscirono,momentaneamente , a dare risalto ad uno dei tanti problemi che la Sardegna subisce da decenni.Non solo il problema esiste ancora (gli aumenti dati attualmente non sopperiscono alle perdite dei ricavi) ma nonostante le promesse degli enti interessati, della Regione e del ministero delle Politiche Agricole, i pastori hanno dovuto subire denuncie e multe e una situazione aggravata dalla pandemia del covid-19 che ha di fatto diminuito  produzioni e esportazioni dei prodotti caseari dell'isola.
Ma una proposta molto interessante sta per essere presentata,il prossimo 28 Novembre, ai Ministeri dello Sviluppo Economico (MISE) e a quello degli Esteri : il progetto "Centro Caseario Regionale al posto della fabbrica di bombe RW M" . Un progetto nato su proposta di alcune associazioni sarde tra cui "Sardegna Pulita" , "Donne Ambiente Sardegna" e la collaborazione della Facoltà di Agraria dell'Università di Sassari. La chiusura e la riconversione della fabbrica di bombe e munizioni RWM di Domusnovas-Iglesias in un polo di produzione diretta dei prodotti sardi senza intermediari .

Ennio Cabiddu agronomo e tra i fondatori di "Sardegna Pulita" spiega in una intervista rilascita a Chiara Cruciani de "Il Manifesto" (1) il contesto della proposta.

"Quando gli allevatori si muovono ,i media nazionali ne parlano come evento folkloristico ,senza guardare al danno economico .I pastori sardi sono costretti a compiere gesti eclatanti ,come lo sversamento del latte,perchè la nostra regione ha legato il destino del latte ovino a un sottoprodotto del pecorino romano.Un prodotto che qui non si consuma .Eppure da anni i caseifici sardi lo producono perchè lo esportano negli USA.
La nostra è una proposta provocatoria (la riconversione della RWM) un impianto pilota lattiero-caseario dove si producano altri tipi di formaggi consumati in Sardegna e che dimostri che il prezzo del latte può aumentare se non è più legato al pecorino.E' ovvio che alla RWM non interessa ,per questo serve un'azione politica che liberi anche gli operai .Il sito verrebbe assorbito dalla Regione Sardegna ,dopotutto era già patrimonio regionale ,era una polveriera dove si estraeva il minerale,poi convertito da civile a bellico."

 
La RWM fornisce bombe e munizioni e tra i suoi "clienti" spiccanno la Turchia che dal suo intervento in Siria ha autorizzazioni per 15 milioni e 490mila € e l'Arabia Saudita che nonostante i moniti della UE ha aggirato il blocco tramite il Qatar. Attualmente i lavoratori presenti in fabbrica sono 95 contro i 300 dichiarati dall'azienda che mette nel conteggio precari senza contratto a tempo indeterminato e quelli che vengono impiegati in sostituzione ferie (tipo stagionali).(2)

Simone Fierucci DeaPress

(1) Intervista rilasciata a "Il Manifesto" 15/11/2020

(2) dati Cgil
 

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