Pubblichiamo integralmente un comunicato dei Comitati Cittadini fiorentini:
"Per gli alberi della città e per il rispetto delle regole e delle procedure nell’attuazione dei grandi lavori infrastrutturali.
Le bugie dell’assessore del Lungo e del vicesindaco Matulli e la mobilitazione dei cittadini in difesa dell’alberatura di viale Morgagni.
Se fosse stato per l’ assessore “verde” al verde pubblico del Comune di Firenze, dott. Del Lungo, e per il vicesindaco dott. Matulli l’abbattimento dell’alberatura di viale Morgagni sarebbe già in corso di attuazione. Per ora i cittadini con la loro mobilitazione, e potremmo dire coi loro corpi e con le loro motivazioni, l’hanno impedito. Ma il pericolo è ancora presente e incombe su queste stupende piante, che salvo pochissime, col loro stato vegetativo adulto rinfrescano l’aria, assorbono i rumori, trattengono il particolato atmosferico, rendono gradevole una delle vie più trafficate e movimentate della città.
Nonostante due giornate intense di mobilitazioni e incontri pubblici e privati su questa questione, gli amministratori, anche se hanno sospeso per ora l’esecuzione del provvedimento di abbattimento, insistono sulla necessità di far fuori questi esseri viventi. E lo fanno continuando a mentire e a dire mezze verità e a tacerne altrettante.
Così gli amministratori:
Del Lungo e Matulli hanno voluto far credere, e lo hanno ripetutamente affermato, che l’abbattimento delle piante non nasce da esigenze della tramvia, ma da un progetto più vasto di interventi di rinnovamento programmato da tempo dall’Assessorato all’ambiente. L’occasione dei lavori di realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia (Novoli e Viale Morgagni) costituisce solo l’opportunità che si presenta per realizzare questo disegno.
Del Lungo inoltre, calcando la mano sullo stato di cattiva salute delle piante, ha presentato e difeso metodologie di intervento sulle alberate che richiedono l’abbattimento completo degli alberi e la loro sostituzione con nuove piante.
Ma ecco la verità:
il cantiere che si vuole aprire non riguarda un progetto di rinnovamento dell’alberata di viale Morgagni nato indipendentemente dai lavori della tramvia (l’assessore Del Lungo, a cui l’abbiamo insistentemente chiesto, ci ha detto che non esiste un progetto esecutivo del genere), ma è l’anticipo della cantierizzazione della linea 3 del quale peraltro non esiste ancora un progetto esecutivo definitivo. La prova sta negli atti ufficiali della giunta comunale. Sul cantiere di viale Morgagni troviamo infatti soltanto una deliberazione di Giunta (la 2007/G/00230 del 24.04.2007) e un provvedimento dirigenziale (n.2007/DD/04949 del 11.06.2007) che interessano come responsabilità del procedimento la Direzione Nuove infrastrutture e aventi per oggetto rispettivamente “Sistema tranviario Fiorentino – Approvazione progetto esecutivo stralcio linea 2 Via di Novoli e stralcio linea 3.1 Viale Morgagni” e ancora “Sistema tranviario Fiorentino.
Assunzione impegno di spesa a favore di Tram di Firenze S.p.A per la realizzazione stralcio del progetto di Linea 2- via di Novoli e Linea 3 (1°lotto) viale Morgagni”. Come è possibile che un assessorato all’Ambiente e al verde pubblico si presti a dare copertura ad un progetto che invece riguarda altre cose, o meglio cerchi di dare giustificazione a un avvio dei lavori non sulla base di un progetto definitivo, ma come anticipo degli stessi a stralcio? Vorremmo ricordare che tutto questo richiede all’amministrazione comunale un impegno di spesa di 8.959.140,21 euro (cioè quasi 9 milioni di euro!).
Quanto alla metodologia d’intervento propugnata dall’assessore del Lungo, che cita l’opera di Giuseppe Poggi e le prassi attuate in Francia, si tratta di opinioni smentite da una prassi costante di rispetto delle piante adulte che in tutte le amministrazioni civili del mondo vengono considerate un bene da tutelare e da salvaguardare e che solo in caso di certificata grave malattia vengono rinnovate. Anche la “barzelletta” della necessità di rinnovare contemporaneamente tutte le piante di un’alberata è contraddetta dalla stessa prassi del Servizio giardini comunale e da una tradizione orticola ormai ampiamente consolidata. Vorremmo ricordare a questo proposito che il problema della luce e dell’aria alle nuove piante in sostituzione non si attua solo abbattendo tutti gli altri esemplari adulti, ma anche piantando nuovi esemplari di discrete dimensioni e contenendo con potature adeguate la chioma delle piante adulte poste nelle vicinanze della nuova pianta.
Vorremmo a questo proposito segnalare anche un passo di un bel manuale sulle “alberature stradali” (di Paolino Ferrari, per i tipi della Società Italiana Arti Grafiche di Roma, 1938, pp. 231-2, paragrafo su “Modificazioni del piano viabile e del corpo della strada”):
Le strade vanno adeguandosi alle sempre crescenti necessità del movimento dei veicoli ed all’igiene ed al decoro degli abitati, con lavori di modifica del piano viabile… e con lavori più notevoli di parziale o totale rifacimento del corpo stradale (allargamento, livellamento di rampe e cunettoni, rettifiche del tracciato). Le condizioni di vita di un’alberatura già esistente possono essere quindi notevolmente modificate dai lavori suddetti, tanto da determinare delle incompatibilità fra l’alberatura e le circostanze del nuovo assetto stradale. Avendosi piantagioni poco riuscite e meno ancora promettenti, si realizza un’occasione per rinnovarle “ex-novo”, ma in caso di piante floride e ben sviluppate, la conservazione si rende necessaria e la si cerca di conseguire fino ai limiti del possibile.
Per tutti questi motivi chiediamo al Sindaco di Firenze e al Consiglio comunale di invitare il Vicesindaco e l’assessore Del Lungo ad informare correttamente i cittadini su una questione cosi importante; a sospendere l’attuazione dello stralcio dei lavori per le linee 2 e 3 fino alla definizione di un progetto esecutivo definitivo.
Il verde pubblico deve essere tutelato non solo per motivi estetici, ma anche al fine di mitigare i disagi provocati dalle temperature torride dei mesi estivi e dalle alte concentrazioni di ozono e di polveri fini segnalate dalle rilevazioni ufficiali dell’Arpat
Qualora in tempi brevi non vengano date risposte adeguate e chiare continueremo la nostra mobilitazione riservandoci anche di ricorre a tutte le vie legali possibili."
Le bugie dell’assessore del Lungo e del vicesindaco Matulli e la mobilitazione dei cittadini in difesa dell’alberatura di viale Morgagni.
Se fosse stato per l’ assessore “verde” al verde pubblico del Comune di Firenze, dott. Del Lungo, e per il vicesindaco dott. Matulli l’abbattimento dell’alberatura di viale Morgagni sarebbe già in corso di attuazione. Per ora i cittadini con la loro mobilitazione, e potremmo dire coi loro corpi e con le loro motivazioni, l’hanno impedito. Ma il pericolo è ancora presente e incombe su queste stupende piante, che salvo pochissime, col loro stato vegetativo adulto rinfrescano l’aria, assorbono i rumori, trattengono il particolato atmosferico, rendono gradevole una delle vie più trafficate e movimentate della città.
Nonostante due giornate intense di mobilitazioni e incontri pubblici e privati su questa questione, gli amministratori, anche se hanno sospeso per ora l’esecuzione del provvedimento di abbattimento, insistono sulla necessità di far fuori questi esseri viventi. E lo fanno continuando a mentire e a dire mezze verità e a tacerne altrettante.
Così gli amministratori:
Del Lungo e Matulli hanno voluto far credere, e lo hanno ripetutamente affermato, che l’abbattimento delle piante non nasce da esigenze della tramvia, ma da un progetto più vasto di interventi di rinnovamento programmato da tempo dall’Assessorato all’ambiente. L’occasione dei lavori di realizzazione delle linee 2 e 3 della tramvia (Novoli e Viale Morgagni) costituisce solo l’opportunità che si presenta per realizzare questo disegno.
Del Lungo inoltre, calcando la mano sullo stato di cattiva salute delle piante, ha presentato e difeso metodologie di intervento sulle alberate che richiedono l’abbattimento completo degli alberi e la loro sostituzione con nuove piante.
Ma ecco la verità:
il cantiere che si vuole aprire non riguarda un progetto di rinnovamento dell’alberata di viale Morgagni nato indipendentemente dai lavori della tramvia (l’assessore Del Lungo, a cui l’abbiamo insistentemente chiesto, ci ha detto che non esiste un progetto esecutivo del genere), ma è l’anticipo della cantierizzazione della linea 3 del quale peraltro non esiste ancora un progetto esecutivo definitivo. La prova sta negli atti ufficiali della giunta comunale. Sul cantiere di viale Morgagni troviamo infatti soltanto una deliberazione di Giunta (la 2007/G/00230 del 24.04.2007) e un provvedimento dirigenziale (n.2007/DD/04949 del 11.06.2007) che interessano come responsabilità del procedimento la Direzione Nuove infrastrutture e aventi per oggetto rispettivamente “Sistema tranviario Fiorentino – Approvazione progetto esecutivo stralcio linea 2 Via di Novoli e stralcio linea 3.1 Viale Morgagni” e ancora “Sistema tranviario Fiorentino.
Assunzione impegno di spesa a favore di Tram di Firenze S.p.A per la realizzazione stralcio del progetto di Linea 2- via di Novoli e Linea 3 (1°lotto) viale Morgagni”. Come è possibile che un assessorato all’Ambiente e al verde pubblico si presti a dare copertura ad un progetto che invece riguarda altre cose, o meglio cerchi di dare giustificazione a un avvio dei lavori non sulla base di un progetto definitivo, ma come anticipo degli stessi a stralcio? Vorremmo ricordare che tutto questo richiede all’amministrazione comunale un impegno di spesa di 8.959.140,21 euro (cioè quasi 9 milioni di euro!).
Quanto alla metodologia d’intervento propugnata dall’assessore del Lungo, che cita l’opera di Giuseppe Poggi e le prassi attuate in Francia, si tratta di opinioni smentite da una prassi costante di rispetto delle piante adulte che in tutte le amministrazioni civili del mondo vengono considerate un bene da tutelare e da salvaguardare e che solo in caso di certificata grave malattia vengono rinnovate. Anche la “barzelletta” della necessità di rinnovare contemporaneamente tutte le piante di un’alberata è contraddetta dalla stessa prassi del Servizio giardini comunale e da una tradizione orticola ormai ampiamente consolidata. Vorremmo ricordare a questo proposito che il problema della luce e dell’aria alle nuove piante in sostituzione non si attua solo abbattendo tutti gli altri esemplari adulti, ma anche piantando nuovi esemplari di discrete dimensioni e contenendo con potature adeguate la chioma delle piante adulte poste nelle vicinanze della nuova pianta.
Vorremmo a questo proposito segnalare anche un passo di un bel manuale sulle “alberature stradali” (di Paolino Ferrari, per i tipi della Società Italiana Arti Grafiche di Roma, 1938, pp. 231-2, paragrafo su “Modificazioni del piano viabile e del corpo della strada”):
Le strade vanno adeguandosi alle sempre crescenti necessità del movimento dei veicoli ed all’igiene ed al decoro degli abitati, con lavori di modifica del piano viabile… e con lavori più notevoli di parziale o totale rifacimento del corpo stradale (allargamento, livellamento di rampe e cunettoni, rettifiche del tracciato). Le condizioni di vita di un’alberatura già esistente possono essere quindi notevolmente modificate dai lavori suddetti, tanto da determinare delle incompatibilità fra l’alberatura e le circostanze del nuovo assetto stradale. Avendosi piantagioni poco riuscite e meno ancora promettenti, si realizza un’occasione per rinnovarle “ex-novo”, ma in caso di piante floride e ben sviluppate, la conservazione si rende necessaria e la si cerca di conseguire fino ai limiti del possibile.
Per tutti questi motivi chiediamo al Sindaco di Firenze e al Consiglio comunale di invitare il Vicesindaco e l’assessore Del Lungo ad informare correttamente i cittadini su una questione cosi importante; a sospendere l’attuazione dello stralcio dei lavori per le linee 2 e 3 fino alla definizione di un progetto esecutivo definitivo.
Il verde pubblico deve essere tutelato non solo per motivi estetici, ma anche al fine di mitigare i disagi provocati dalle temperature torride dei mesi estivi e dalle alte concentrazioni di ozono e di polveri fini segnalate dalle rilevazioni ufficiali dell’Arpat
Qualora in tempi brevi non vengano date risposte adeguate e chiare continueremo la nostra mobilitazione riservandoci anche di ricorre a tutte le vie legali possibili."
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