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Come sfruttare l'acqua piovana

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Secondo recenti indagini, circa il 48% del fabbisogno idrico domestico potrebbe essere largamente coperto attraverso l’utilizzo dell’acqua piovana. Installando semplici impianti (che non richiedono  manutenzione), non solo il cittadino potrebbe usufruire di vantaggi economici nel pieno rispetto dell’ambiente, ma anche ridurre i costi per lo smaltimento e la depurazione delle acque.

Queste tipologie d’impianti sfruttano la pendenza del tetto, facendo confluire la pioggia dalla grondaia in un apposito raccoglitore ; da qui l’acqua viene filtrata per poi confluire in una cisterna dove sarà sottoposta a un processo di decantazione per eliminare batteri e sostanze nocive. Una volta pronta, l’acqua potrà essere canalizzata nel preesistente sistema di tubature. L’ubicazione della cisterna è adattabile  alle esigenze architettoniche e a quelle dell’utente. I serbatoi, infatti, possono essere posizionati in giardino, in apposite strutture prefabbricate che si adattano all’estetica dell’abitazione; oppure, se vi sono spazi ridotti, l’impianto può essere adattato anche a piccole superfici. Il problema della visibilità del sistema di riciclaggio delle acque pluviali è risolvibile sfruttando garage, cantine e soffitte – oppure creando un impianto interrato. Il tutto, ovviamente, dopo aver effettuato un’analisi accurata delle superfici, per garantire sicurezza e stabilità dell’edificio e dell’impianto.

Il serbatoio deve avere dimensioni tali da far straripare le acque raccolte più volte in un anno; questo perché – in tal modo – lo strato di superficiale, carico di impurità, che si forma in superficie verrà espulso da due appositi sfioratori. I serbatoi più indicati sono quelli a forma di cilindrica o conica, che non comprimono la patina di sporco e ne facilitano l’espulsione. Per scegliere la capacità del serbatoio è necessario prendere in considerazione la quantità d’acqua consumata in casa, in modo da evitare sprechi e installare un impianto in grado di sfruttare solo le risorse necessarie per evitare inutili dispendi economici e a discapito dell’ambiente. E’ molto importante – prima di procedere con qualsiasi intervento – informarsi sulla situazione meteorologica della zona in cui si vive. Occorre considerare la frequenza delle precipitazioni annuali: è ovvio che l’investimento in un simile impianto è poco fruttuoso se le precipitazioni sono scarse.

L’acqua raccolta è utilissima per l’irrigazione del giardino e l’igiene della casa. Con l’acqua piovana si può garantire la pulizia degli impianti sanitari, lavastoviglie e lavatrici. Le acque piovane sono maggiormente indicate per l’uso in lavatrice: grazie all’assenza di calcio non causano la formazione del calcare. In base alle necessità di utilizzo, cambiano anche le modalità di raccolta e – di conseguenza – le tipologie d’impianto.

Se si intende soddisfare tutti i bisogni idrici, da quelli sanitari al giardinaggio, è opportuno prediligere un impianto di stoccaggio. Se l’utilizzo è legato solo all’irrigazione delle piante o di piccoli giardini, è consigliabile lo stoccaggio aereo: posizionando in giardino una cisterna collegata direttamente a un impianto di irrigazione, evitando la fase della purificazione che sarebbe del tutto inutile.

Dal punto di vista normativo occorrono autorizzazioni da parte dell’Ufficio di Igiene Ambientale solo se gli interventi eseguiti modificano le precedenti istallazioni idriche dell’immobile. Per opere accessorie, come lo stoccaggio aereo mediante piccole cisterne, non occorre alcun tipo di autorizzazione legale. Una struttura completa di cisterna, tubature e filtro ha un costo di circa 800 euro.

 

Francesca Toccacielo       Elena Saccomanni

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