Riceviamo e pubblichiamo:

Al festival teatro era arrivano l’odin teatret di eugenio barba con lo spettacolo “la vita cronica”, in scena da mercoledì 23 a sabato 26 novembre (sempre alle ore 21, sabato 26 alle ore 19), e jean marie straub con la nuova messa in scena di un dialogo di cesare pavese, “la madre”, in scena mercoledì23 e giovedì 24 novembre alle ore 19.30 e sabato 26 novembre alle ore 18.
“LA VITA CRONICA” è uno spettacolo dedicato a Natalia Estemirova e Anna Politkovskaya, scrittrici russe in difesa dei diritti umani, assassinate da sicari anonimi nel 2009 e 2010 per la loro opposizione al conflitto ceceno. Sulla scena agiscono la Vergine Nera, la vedova di un combattente basco, una rifugiata cecena, una casalinga rumena, un avvocato danese, un musicista rock delle isole Faroe, un ragazzo colombiano che cerca suo padre scomparso in Europa, una violinista italiana, due mercenari. L’azione dello spettacolo si svolge contemporaneamente in Danimarca e in altri paesi d’Europa nel 2031, dopo la terza guerra civile. Individui e gruppi con retroterra diversi si ritrovano insieme e si scontrano pressati da guerre, disoccupazione, emigrazione. Che accade quando i nuovi venuti vogliono insediarsi in un paese straniero e far parte di una società che pensa di avere solide radici culturali? Quali incomprensioni e scoperte sorgono da questo confronto? Come si vive in un paese in guerra in cui i soldati si vedono solo quando tornano di lontano in una bara? Una ragazza approda dall’America Latina nel febbrile carnevale delle civili contrade d’Europa. È alla ricerca di suo padre scomparso. È poco più di una bambina e ignora ciò che tutti sanno: che la vita è una malattia cronica da cui il nostro pianeta con la sua storia non riesce a liberarsi. Tutti sanno che esistono mille porte che conducono alla libertà, e tutti alimentano questo loro sapere mangiando senza fame e bevendo senza sete. Tutti sanno che provengono da un grande passato, e da questa grandezza ognuno si ritaglia il suo brandello d’onore e d’identità. Rispondono alle domande della giovane straniera insegnandole a sfuggire al peggiore di tutti vizi – la Speranza. “Smettila di cercare tuo padre”, le sussurrano mentre la accompagnano da una porta all’altra. Non è l’innocenza né la conoscenza a salvare la ragazza. Sarà l'ignoranza a farle scoprire la sua porta. Tra lo sconcerto di noi tutti che non crediamo all’incredibile: che una vittima valga, da sola, più di ogni valore. Più di Dio
(BIGLIETTO INTERO 12 euro; RIDOTTO 10 euro).
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