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LavoroSocietà progetto lavoro
Periodico di informazione on-line
dell'area programmatica Lavoro Società CGIL
anno IX numero 11
1 aprile 2008
www.cgil.it/lavorosocieta
Libertà per Mumia Abu-Jamal!
di John Gilbert (RSU/Flc-Cgil Università di Firenze)
Brutta sentenza per Mumia Abu-Jamal, giornalista ed attivista afro-americano simbolo internazionale della lotta contro la pena di morte, nel braccio della morte in Pennsylvania da oltre 25 anni per un omicidio che non aveva commesso. Il 27 marzo una Corte federale d¹appello ha confermato la sentenza del Giudice federale William Yohn del 2001 che aveva annullato la sentenza di morte contro Mumia a causa di palesi ingiustizie nel processo originale, ma nello stesso tempo aveva confermato la condanna di Mumia per l¹uccisione di un poliziotto bianco a Filadelfia nel 1981, trasformando la sentenza originale in ergastolo senza la possibilità di condizionali. La Corte federale - con una decisione che ha visto 2 giudici favorevoli e uno contrario - ha respinto la richiesta degli avvocati di Mumia di un nuovo processo per poter dimostrare la sua innocenza.
Adesso lo Stato di Pennsylvania avrà 180 giorni per decidere se riaprire una procedura per tentare di nuovo di ottenere una condanna di morte. Altrimenti la sentenza viene commutata automaticamente in ergastolo. Se riuscirà a rovesciare la sentenza federale, allora lo Stato cercherà di giustiziare Mumia di nuovo, come nel 1995 quando solo una campagna di solidarietà internazionale riuscì a bloccare la mano del boia a solo pochi giorni della sua esecuzione. Intanto rimane ancora nel braccio della morte un uomo innocente che non avrebbe dovuto passare neanche un giorno in carcere!
Certo, la sentenza federale poteva essere ancora peggio: avrebbe potuto ripristinare la condanna di morte. Ma il significato della nuova sentenza è comunque assai vessatoria: se viene confermata in sede di appello, Mumia dovrà passare il resto della sua vita sepolto vivo nell¹inferno del carcere. Se viene rovesciata, Mumia dovrebbe essere giustiziato. La sentenza federale è stata subito contestata da manifestazioni di protesta a Filadelfia, N.Y., Chicago, Los Angeles, San Francisco/Oakland, Sydney (Australia), Toronto e Vancouver (Canada), Londra, Parigi, Berlino, Amburgo, Città del Messico e in altre città nel mondo.
Mumia Abu-Jamal - leader del Partito delle Pantere nere a Filadelfia e giornalista premiato come ³la voce dei senza voce² per le sue denunce delle ingiustizie sociali e della corruzione e violenza della polizia e dei politici nella sua città - è un prigioniero politico vittima di una campagna razzista di persecuzione politica da parte dello Stato. Il suo processo nel 1982 è stato una vera farsa giuridica, un linciaggio legale condannato da tante associazioni per i diritti umani, a partire da Amnesty International. Negli ultimi anni sono emersi sempre più prove della innocenza di Mumia ma le autorità continuano a negargli la possibilità di un nuovo processo. I legali di Mumia faranno appello a quest¹ultima sentenza ma come gli altri circa cento prigionieri politici negli U.S.A. - come il nativo americano Leonardo Peltier, le ex pantere nere Sundiata Acoli, Herman Bell, Marshall Eddie Conway e Sekou Odinga, e gli attivisti afro-americani del gruppo MOVE solo difficilmente Mumia potrà trovare giustizia nelle corti razziste degli Stati Uniti d¹America. Attualmente gli U.S.A. tengono il triste record del tasso di incarcerazione e il numero di prigionieri più alto di tutto il mondo, con oltre 2.3 milioni persone in carcere all¹inizio del 2008, in gran parte delle minoranze etniche.
Solo una campagna internazionale di solidarietà con un forte sostegno del movimento sindacale, come le campagne fatte - purtroppo senza esiti positivi! - per i martiri del I° maggio impiccati a Chicago nel 1887, per gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti giustiziati nella sedia elettrica di Massachusetts nel 1927 e per i coniugi comunisti Julius ed Ethel Rosenberg giustiziati nella sedia elettrica di New York nel 1953, può sperare di avere le forze necessarie per fare pressione sulle autorità USA per bloccare una volta per sempre la mano del boia e ottenere la libertà definitiva di Mumia Abu-Jamal. Fra i moltissimi sindacati che hanno aderito ad un recente appello per l¹immediata liberazione di Mumia, ci sono il Maritime Union in Australia, il National Union of Mineworkers a Johannesburg in Sud Africa, il sindacato dei lavoratori dei servizi e del pubblico impiego 1199 SEIU a New York e il sindacato dei portuali International Longshoremen¹s Association Local 1422 a Charleston nel Carolina del Sud (U.S.A.). Nel 1995 l¹Italia aveva giocato un ruolo importante nella campagna internazionale di massa per bloccare l¹esecuzione di Mumia. Adesso facciamo crescere ancora la solidarietà internazionale e sindacale per la sua libertà!
anno IX numero 11
1 aprile 2008
www.cgil.it/lavorosocieta
Libertà per Mumia Abu-Jamal!
di John Gilbert (RSU/Flc-Cgil Università di Firenze)
Brutta sentenza per Mumia Abu-Jamal, giornalista ed attivista afro-americano simbolo internazionale della lotta contro la pena di morte, nel braccio della morte in Pennsylvania da oltre 25 anni per un omicidio che non aveva commesso. Il 27 marzo una Corte federale d¹appello ha confermato la sentenza del Giudice federale William Yohn del 2001 che aveva annullato la sentenza di morte contro Mumia a causa di palesi ingiustizie nel processo originale, ma nello stesso tempo aveva confermato la condanna di Mumia per l¹uccisione di un poliziotto bianco a Filadelfia nel 1981, trasformando la sentenza originale in ergastolo senza la possibilità di condizionali. La Corte federale - con una decisione che ha visto 2 giudici favorevoli e uno contrario - ha respinto la richiesta degli avvocati di Mumia di un nuovo processo per poter dimostrare la sua innocenza.
Adesso lo Stato di Pennsylvania avrà 180 giorni per decidere se riaprire una procedura per tentare di nuovo di ottenere una condanna di morte. Altrimenti la sentenza viene commutata automaticamente in ergastolo. Se riuscirà a rovesciare la sentenza federale, allora lo Stato cercherà di giustiziare Mumia di nuovo, come nel 1995 quando solo una campagna di solidarietà internazionale riuscì a bloccare la mano del boia a solo pochi giorni della sua esecuzione. Intanto rimane ancora nel braccio della morte un uomo innocente che non avrebbe dovuto passare neanche un giorno in carcere!
Certo, la sentenza federale poteva essere ancora peggio: avrebbe potuto ripristinare la condanna di morte. Ma il significato della nuova sentenza è comunque assai vessatoria: se viene confermata in sede di appello, Mumia dovrà passare il resto della sua vita sepolto vivo nell¹inferno del carcere. Se viene rovesciata, Mumia dovrebbe essere giustiziato. La sentenza federale è stata subito contestata da manifestazioni di protesta a Filadelfia, N.Y., Chicago, Los Angeles, San Francisco/Oakland, Sydney (Australia), Toronto e Vancouver (Canada), Londra, Parigi, Berlino, Amburgo, Città del Messico e in altre città nel mondo.
Mumia Abu-Jamal - leader del Partito delle Pantere nere a Filadelfia e giornalista premiato come ³la voce dei senza voce² per le sue denunce delle ingiustizie sociali e della corruzione e violenza della polizia e dei politici nella sua città - è un prigioniero politico vittima di una campagna razzista di persecuzione politica da parte dello Stato. Il suo processo nel 1982 è stato una vera farsa giuridica, un linciaggio legale condannato da tante associazioni per i diritti umani, a partire da Amnesty International. Negli ultimi anni sono emersi sempre più prove della innocenza di Mumia ma le autorità continuano a negargli la possibilità di un nuovo processo. I legali di Mumia faranno appello a quest¹ultima sentenza ma come gli altri circa cento prigionieri politici negli U.S.A. - come il nativo americano Leonardo Peltier, le ex pantere nere Sundiata Acoli, Herman Bell, Marshall Eddie Conway e Sekou Odinga, e gli attivisti afro-americani del gruppo MOVE solo difficilmente Mumia potrà trovare giustizia nelle corti razziste degli Stati Uniti d¹America. Attualmente gli U.S.A. tengono il triste record del tasso di incarcerazione e il numero di prigionieri più alto di tutto il mondo, con oltre 2.3 milioni persone in carcere all¹inizio del 2008, in gran parte delle minoranze etniche.
Solo una campagna internazionale di solidarietà con un forte sostegno del movimento sindacale, come le campagne fatte - purtroppo senza esiti positivi! - per i martiri del I° maggio impiccati a Chicago nel 1887, per gli anarchici Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti giustiziati nella sedia elettrica di Massachusetts nel 1927 e per i coniugi comunisti Julius ed Ethel Rosenberg giustiziati nella sedia elettrica di New York nel 1953, può sperare di avere le forze necessarie per fare pressione sulle autorità USA per bloccare una volta per sempre la mano del boia e ottenere la libertà definitiva di Mumia Abu-Jamal. Fra i moltissimi sindacati che hanno aderito ad un recente appello per l¹immediata liberazione di Mumia, ci sono il Maritime Union in Australia, il National Union of Mineworkers a Johannesburg in Sud Africa, il sindacato dei lavoratori dei servizi e del pubblico impiego 1199 SEIU a New York e il sindacato dei portuali International Longshoremen¹s Association Local 1422 a Charleston nel Carolina del Sud (U.S.A.). Nel 1995 l¹Italia aveva giocato un ruolo importante nella campagna internazionale di massa per bloccare l¹esecuzione di Mumia. Adesso facciamo crescere ancora la solidarietà internazionale e sindacale per la sua libertà!
Si possono inviare messaggi di solidarietà con Mumia all¹indirizzo:
Mumia Abu-Jamal
# AM-8335 SCI Greene
175 Progress Drive
Waynesburg, PA 15370
U.S.A.
Mumia Abu-Jamal
# AM-8335 SCI Greene
175 Progress Drive
Waynesburg, PA 15370
U.S.A.
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