L’arte è un esercizio per un ex prigioniero

Nei 6 anni in cui Htein Lin è stato nelle prigioni del Myanmar tra 1998 e 2004, ha prodotto circa 250 quadri. Ha ringraziato le guardie prigione per l’aiuto dato a salvare il suo lavoro. Per il “ progetto quadri di contrabbando”, Lin ha detto che 8-10 guardie l’hanno rifornito con vernice, o polvere di colore dalla fabbrica della prigione. Siccome le guardie avevano troppo paura per fornire un pennello, Lin ha usato le sue mani, il viso o il sapone per dipingere. Le sue tele erano il suo piatto per la cena e le sue uniformi di prigione bianche.
Lin ha mostrato i quadri alle guardie, ha spiegato i significati e ha chiesto le loro opinioni; per esempio: “ Cosa provi?”. Più vernice portavano, più Lin dipingeva. Le guardie hanno sopportato un grande rischio per aiutare Lin, quando potevano essere retrocedesse o carcerate.
Oggi sopratutto quadri di tessuto di Lin stanno a Amsterdam, all’Istituto Internazionale di Storia Sociale. Durante l’anno scorso quelle immagini sono state trasferite sulla tela e 12 sono in un’esposizione alla galleria di Karin Weber a Hong Kong, Cina. Da lì, i quadri andranno in Inghilterra alla Galleria Quest da maggio a luglio. La sua serie “The Cell” dimostra l’uso dei fondi dei piatto e delle sue mani, gli attrezzi stessi che ha usato nel prigione.
Htein Lin è stato incarcerato a Rangoon per un mese, due anni nella Prigione di Mandalay e quattro anni e mezzo nella Prigione di Myaungmya. La sua carcerazione era dovuta a una lettera di un ex compagno che indicava il suo nome come una recluta per l’opposizione Burmese nel 1998. Comunque quell’anno Lin non ha fatto politica, lui era un attore e un artista.
Mentre lui era incarcerato, le guardie hanno chiesto favori come scrivere una lettera o disegnare. Lin ha fatto amicizia con le guardie, e queste guardie lo hanno aiutato con suoi quadri nascondendole ai superiori di prigione. Nel 2005, un anno dopo il rilascio di Lin, una guardia è andata alla suo esposizione in Yangon, che comprendeva le pitture su tessuto e la guardia si è inorgoglita. La sua esposizione si chiamava “00235”, il numero prigione di Lin.
Una proprietaria di galleria, Karin Weber, ha detto che ha offerto la mostra perché “chiaramente la sua arte nasce dalla sua esperienza prigione. Ma la cosa che mi piace della sua realizzazione che gli serve di fuggire da questa, così da svilupparsi come artista.”
Adesso Lin abita a Londra con sua moglie Vicky, ha dipinto un serie di tre quadri, chiamata “Come trovi Londra?”. L’hanno scorso aveva dipinto “Come trovi Venezia?” per la Biennale di Venezia.

Htein Lin con una sua opera
Nei 6 anni in cui Htein Lin è stato nelle prigioni del Myanmar tra 1998 e 2004, ha prodotto circa 250 quadri. Ha ringraziato le guardie prigione per l’aiuto dato a salvare il suo lavoro. Per il “ progetto quadri di contrabbando”, Lin ha detto che 8-10 guardie l’hanno rifornito con vernice, o polvere di colore dalla fabbrica della prigione. Siccome le guardie avevano troppo paura per fornire un pennello, Lin ha usato le sue mani, il viso o il sapone per dipingere. Le sue tele erano il suo piatto per la cena e le sue uniformi di prigione bianche.
Lin ha mostrato i quadri alle guardie, ha spiegato i significati e ha chiesto le loro opinioni; per esempio: “ Cosa provi?”. Più vernice portavano, più Lin dipingeva. Le guardie hanno sopportato un grande rischio per aiutare Lin, quando potevano essere retrocedesse o carcerate.
Oggi sopratutto quadri di tessuto di Lin stanno a Amsterdam, all’Istituto Internazionale di Storia Sociale. Durante l’anno scorso quelle immagini sono state trasferite sulla tela e 12 sono in un’esposizione alla galleria di Karin Weber a Hong Kong, Cina. Da lì, i quadri andranno in Inghilterra alla Galleria Quest da maggio a luglio. La sua serie “The Cell” dimostra l’uso dei fondi dei piatto e delle sue mani, gli attrezzi stessi che ha usato nel prigione.
Htein Lin è stato incarcerato a Rangoon per un mese, due anni nella Prigione di Mandalay e quattro anni e mezzo nella Prigione di Myaungmya. La sua carcerazione era dovuta a una lettera di un ex compagno che indicava il suo nome come una recluta per l’opposizione Burmese nel 1998. Comunque quell’anno Lin non ha fatto politica, lui era un attore e un artista.
Mentre lui era incarcerato, le guardie hanno chiesto favori come scrivere una lettera o disegnare. Lin ha fatto amicizia con le guardie, e queste guardie lo hanno aiutato con suoi quadri nascondendole ai superiori di prigione. Nel 2005, un anno dopo il rilascio di Lin, una guardia è andata alla suo esposizione in Yangon, che comprendeva le pitture su tessuto e la guardia si è inorgoglita. La sua esposizione si chiamava “00235”, il numero prigione di Lin.
Una proprietaria di galleria, Karin Weber, ha detto che ha offerto la mostra perché “chiaramente la sua arte nasce dalla sua esperienza prigione. Ma la cosa che mi piace della sua realizzazione che gli serve di fuggire da questa, così da svilupparsi come artista.”
Adesso Lin abita a Londra con sua moglie Vicky, ha dipinto un serie di tre quadri, chiamata “Come trovi Londra?”. L’hanno scorso aveva dipinto “Come trovi Venezia?” per la Biennale di Venezia.
Sara Frazier
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