Ottobre si preannuncia uno dei mesi peggiori dalla seconda guerra mondiale per il mercato dell'auto americano. Bisogna tornare indietro al 1983 per avere un altro mese comparabile a quello appena conclusosi. La flessione riguarda tutte le case automobilistiche. Le vendite Ford sono calate del 30,2%, quelle Chrysler del 35%, mentre General Motors ha accusato una diminuzione del 45%, che rende il mese appena trascorso il peggiore dalla Seconda Guerra Mondiale. Non vanno meglio le cose in casa Toyota, che accusa un calo del 23%. A pesare sull'andamento delle vendite è il mix di rallentamento economico e di stretta degli standard di credito da parte delle banche, che tiene lontani gli americani dai concessionari. Un intero comparto strategico dell'economia americana sembra giunto così ad un punto di non ritorno, tanto che Gm ha avviato trattative per una possibile fusione con Chrysler, chiedendo comunque al governo di intervenire con un prestito da 10 miliardi di dollari per facilitare l'operazione. Secondo indiscrezioni, però, il Tesoro non avrebbe appoggiato la richiesta di finanziamento di Gm, in vista di decidere se e come eventualmente intervenire nell'industria automobilistica. Le trattative, intanto, proseguono e probabilmente si concluderanno nei prossimi giorni, subito dopo il voto. Per spingere le vendite, attualmente ai minimi dall'inizio degli anni '90, Gm così come altri costruttori è stata costretta a promuovere un piano di sconti e agevolazioni che non sembrano avere avuto un grande successo visto il risultato delle vendite.
Andrea Pardini, corrispondente DEApress New York.
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