Un uomo è rimasto ucciso negli scontri in corso a Chiang
Mai, nel nord della Thailandia, tra manifestanti filo-governativi e
dell'opposizione, che da ieri occupano l'aeroporto internazionale di Bangkok
bloccando il traffico aereo. Dopo sei mesi di braccio di ferro fra il governo e
l’opposizione, la crisi thailandese è precipitata e adesso intervengono i
militari. Il capo delle forze armate, gen. Anupong Poachinda, ha chiesto oggi
al premier Somchai Wongsawat di farsi da parte, di sciogliere il parlamento e di
indire elezioni anticipate, precisando però che "non si tratta di un colpo
di stato", e ha intimato ai manifestanti anti-governativi di sgomberare tutti
i luoghi pubblici occupati. Il capo delle forze armate ha spiegato che un nuovo
golpe militare, dopo quello che due anni fa destituì Thaksin Shinawatra, “non
risolverebbe” l'attuale crisi politica, altrimenti “se un golpe potesse mettere
fine ai disordini, lo farei”.
Poche ore prima dell'intervento del generale Poachinda, nei
due aeroporti di Bangkok occupati dai manifestanti dell'opposizione thailandese
c'erano state alcune esplosioni che hanno causato quattro feriti. Tre
deflagrazioni si sono registrare nello scalo internazionale di Suvarnabhumi,
dove una persona è rimasta ferita e tutti i voli sono stati sospesi. In
un'altra esplosione avvenuta nel vecchio aeroporto di Don Muang, dove il
governo ha una sede provvisoria, sono rimaste ferite tre persone. I militanti
dell'Alleanza del Popolo per
Valentina Casini - DEApress
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