Non si arresta la preoccupante ondata di omicidi di
attivisti e giornalisti in Russia. Dopo l’uccisione a gennaio di una
giornalista e di un avvocato al termine di una conferenza stampa, arrivano
nuove notizie di violenze contro giornalisti e difensori dei diritti umani.
Serghiei Protazanov, tipografo di un giornale locale di
opposizione a Khimki, alle porte di Mosca, è morto dopo essere stato aggredito
lo scorso weekend. Il direttore del giornale per cui lavorava, Anatoly Yurov,
ha dichiarato che Protazanov “è stato picchiato. Domenica è stato trasportato
all'ospedale e rimandato a casa perché dicevano che stava meglio. E’ morto il
giorno dopo a casa”. Oleg Mitvol, vice capo dell’osservatorio ambientale russo
ha confermato che l’uomo “è stato attaccato, portato in ospedale e rispedito a
casa, dove è morto”, ed ha aggiunto che “stava preparando un servizio sulle
irregolarità elettorali nella città di Khimki”. La polizia locale invece ha
dichiarato che le cause del decesso sono riconducibili ad un’intossicazione.
Inoltre ieri sera a Mosca è stato aggredito Lev Ponomariov,
leader del movimento russo per i diritti umani. Le sue condizioni non sono
gravi, ma resta alta la preoccupazione dopo l’ennesimo episodio di violenza
contro chi, come Ponomariov o Anna Politkovskaya, la giornalista russa uccisa
nel 2006, si è sempre dimostrato molto critico verso il potere.
Valentina Casini - DEApress
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