L'agenzia di stampa "Reuters", oggi ha dato notizia di un nuovo scandalo politico che si sta abbattendo sulla Gran Bretagna. Sembra che lì, sia ormai "prassi diffusa" l'arresto di persone senza valido motivo, al fine di creare una gigantesca banca dati dei profili genetici. L'accusa è stata mossa da un'organismo ufficiale: la "Human Genetics Commission" nata appunto per valutare gli aspetti etici e giuridici degli archivi del DNA in mano alla polizia. I suoi esponenti hanno dichiarato che oltre tre quarti dei giovani adulti neri tra i 18 e i 35 anni sono registrati nel database del DNA. Inoltre esso è ormai diventato il più grande archivio genetico del mondo in proporzione alla popolazione. La suddetta commissione ha redatto un rapporto nel quale vengono citati dirigenti di polizia secondo cui: "ora è la norma arrestare aggressori per qualsiasi cosa" al fine di ottenere un campione di Dna. Tutto ciò, nonostante il fatto che: "Il Parlamento non ha mai discusso formalmente della costituzionale del Database nazionale Dna e delle garanzie attorno a esso", come ha dichiarato il presidente della commissione, il professor Jonathan Montgomery. "(L'archivio) si è sviluppato attraverso emendamenti alle leggi destinate a regolamentare la presa delle impronte digitali e le prove fisiche prima che fosse sviluppato il profilo Dna." Il portavoce per gli affari interni del partito conservatore, James Brokenshire, ha sostenuto, al proposito che il governo di Gordon Brown ha consentito che il database Dna si ampliasse " a suo vantaggio, senza riguardo per innocenti e colpevoli". E ha ricarato le accuse: "Sotto la sorveglianza di Stato del Labour, ognuno è trattato come potenziale sospetto".
Fabrizio Cucchi, DEApress
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