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Intervista a due attivisti della Freedom Flottilla

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http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=9342

"E' stata una vera aggressione, la versione israeliana è ridicola"

di Carlo M. Miele
Osservatorio Iraq, 31 maggio 2010

"La versione israeliana è assurda. Israele sostiene che i suoi soldati sono stati aggrediti, ma le immagini che vengono trasmesse in queste ore dai media internazionali parlano chiaro: c'è stato l'assalto da parte delle forze speciali che si sono calate da un elicottero, e sono state queste ad aprire il fuoco sui passeggeri inermi. Non è possibile capire al momento l'esatta dinamica dell'incidente, ma l'idea che siano stati gli attivisti ad aggredire i soldati israeliani è semplicemente assurda".

Vittorio Arrigoni parla da Gaza dove da tempo è impegnato come cooperante. In queste ore, insieme agli altri attivisti del Free Gaza Movement, sta seguendo le sorti della Freedom Flotilla, la spedizione internazionale intenzionata a rompere l'assedio su Gaza e assaltata la notte scorsa dalla marina israeliana.

"Siamo in costante collegamento con le imbarcazioni che si trovano ancora a Cipro, in attesa di partire per Gaza, ma non è possibile parlare con coloro che si trovano a bordo delle imbarcazioni sequestrate, e portate nel porto di Ashdod", afferma.

Secondo la Rete romana di sostegno alla popolazione palestinese, che sta monitorando da giorni la missione della Freedom Flotilla, a bordo della spedizione ci sarebbero sei italiani, ma nessuno di loro risulterebbe nell'elenco di vittime e feriti.

"In questo momento – dice Alessandra, portavoce della Rete - è impossibile parlare con coloro che si trovavano a bordo delle navi. Non sappiamo niente di loro, salvo che sono stati letteralmente sequestrati e condotti nel porto israeliano di Ashdod, per essere interrogati. Si tratta di una sorta di carcere preventivo. E Israele ha annunciato anche che avvierà dei procedimenti giudiziari contro gli attivisti, che sarebbero accusati di 'avere aggredito' i suoi soldati".

Israele afferma che a bordo delle imbarcazioni sequestrate vi fossero anche delle armi.

"È un accusa ridicola – dice ancora Arrigoni - perché prima di lasciare i porti di partenza le navi vengono perquisite da cima a fondo, proprio per assicurarsi che nel carico non vi sia nulla di illegale. Ed è priva di fondamento anche l'idea della minaccia posta alla sicurezza di Israele, visto che le imbarcazioni erano pacificamente dirette verso Gaza, senza mai entrate in acque israeliane, e sono state aggredite mentre si trovavano in acque internazionali, a 75 miglia dalle coste della Palestina".

Israele parla di una "provocazione" da parte della missione internazionale, affermando che a Gaza non vi è alcuna reale emergenza umanitario.

"Dopo tre anni e passa di assedio – ribatte Arrigoni - la Striscia è allo stremo. Lo scorso anno Jimmy Carter dopo una visita a gaza dichiarò che il blocco sta uccidendo lentamente 1,5 milioni di persone. E poi basta leggere i continui rapporti e le denunce che arrivano dalle nazioni Unite e da organizzazioni non governative, come Amnesty International. Non serve che Israele mostri le merci presenti nei negozi di Gaza. Bisognerebbe parlare delle cose che mancano, dai medicinali, alle attrezzature mediche ai materiali edilizi. Ed è bene sottolineare che anche le merci che ci sono arrivano dai tunnel e che non tutti possono permettere. E' vergognoso che nel 21esimo secolo un popolo debba scavare tunnel venti metri sotto terra per avere le cose di cui ha bisogno".

Molti osservatori israeliani adesso sono preoccupati per le reazioni della comunità internazionale, ma soprattutto per quelle della popolazione palestinese che vive nello Stato ebraico e nei Territori occupati. Qualcuno arriva a prevedere lo scoppio di una terza Intifada, ma secondo Arrigoni questa eventualità al momento non esiste.

"Adesso si sta preparando una manifestazione non-violenta, che si annuncia molto partecipata, con cui chiedere l'intervento della comunità internazionale e una condanna unanime per Israele e per questo ennesimo massacro compiuto dal suo governo. Ma è triste pensare che solo fino a ieri tra la popolazione di Gaza c'era tanta attesa, tanta voglia di accogliere questa nuova spedizione internazionale. Nei giorni scorsi, ho visto la speranza e i sorrisi sui volti della gente, come non accadeva da tanto tempo".

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