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Gaza: distrutto un SummerCamp ONU

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Assalito e distrutto un SummerCamp a Gaza

"Secondo il racconto delll'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) a Gaza, una ventina di uomini armati e incappucciati hanno assalito la struttura, sopraffatto le guardie della sicurezza e poi hanno dato alle fiamme  un edificio e distrutto i giochi all'aria aperta e una piscina gonfiabile.

L'odio islamico torna a colpire le strutture Onu per i bambini. Anche questa volta uomini armati e incappucciati hanno devastato e saccheggiato un campo estivo gestito dalle Nazioni Unite sulla costa mediterranea della Striscia di Gaza, controllata dai terroristi di Hamas. Campi che hanno lo scopo di offrire un po' di ricreazione, cibo e giochi ai bambini palestinesi. Ma che hanno la colpa, agli occhi degli estremisti islamici, di essere gestiti da occidentali. E di far giocare bambini e bambine insieme." 

La responsabilita' dell'attacco non e' stata rivendicata ma a maggio gli estremisti islamici avevano accusato le Nazioni Unite di corrompere e favorire l'immoralita' tra giovani attraverso i 'summer camp'.

John Ging, direttore delle operazioni UNRWA nella Striscia di Gaza ha definito l'attacco "vile e spregevole" e poi assicurato: "L'UNRWA ricostruira' il campo rapidamente e continuera' con i campi estivi che sono importanti per il benessere fisico e psicologico dei bambini di Gaza".

"E' un altro esempio dell'aumento dell'estremismo a Gaza - spiega Ging - e la prova ulteriore, se mai ne serviva un'altra, che e' urgente intervenire". Negli ultimi anni, l'Islam radicale a Gaza ha moltiplicato gli attacchi contro negozi, saloni di bellezza, Internet Caffe' e altri luoghi considerati non in linea con i precetti integralisti. (Rai news24)

Non si tratta solo di odio islamico, come lo hanno definito le maggiori testate italiane e straniere, ma è un discorso molto più complesso. Con questo non voglio trovare una giustificazione agli attacchi terroristici, ma cercare una spiegazione che vada al di là dei preconcetti culturali che fanno di tutta l'erba un fascio.

Come ben si sa, nelle situazioni di conflitto a pagare sono sempre i più inermi, donne, bambini, anziani e famiglie rurali, poche volte i gruppi armati organizzati vengono sconfitti, la maggior parte delle volte diventano sempre più forti.

Guardiamo l'esempio afghano. Il processo di ritorno all'integralismo, è ben descritto nei libri di Hosseini (Mille splendidi soli e il cacciatore di aquiloni). I Talebani erano delle tribù montane, dedite alla pastorizia che erano in qualche modo state cacciate dai grandi centri urbani, durante la modernizzazione e "democratizzazione" del paese, ma nel momento in cui ritorna la guerra e arrivano a pioggia i finanziamenti nascosti di USA e URSS, eccoli tornare alla ribalta: armati, integralisti e più forti di prima, ripristinano la sharia e promulgano le leggi del burqa e del decoro che non permettono più neanche di ridere in pubblico.

Altro esempio lampante è l'Iraq. Pensate a Bush, il quale è riuscito a riunire sunniti e sciiti dopo lo scisma millenario, contro un nemico comune. E' questa la vera forza delle guerre: unire le popolazioni in un destino di conflitto perenne senza via di fuga, e allora morire per morire, tanto vale farsi saltare in aria in un mercato affollato.

E' questa la logica che pervade le menti di chi è nato e cresciuto in un paese in conflitto perenne, e il ritorno all'integralismo per l'islam sta tra la via di fuga o salvezza e la soluzione finale.

Fonti: AGI, Rai news 24

 

 

 

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