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Occupazione inferiore a media Ue

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Il tasso di occupazione in Italia (58,7%) è inferiore alla media dei paesi dell’Unione Europea (65,4%) e resta lontano dagli obiettivi di Lisbona, anche se per i prossimi quattro anni le stime occupazionali segnalano un aumento di 1,2 milioni di unità. E' quanto emerge dal Rapporto 2008 dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori.
Secondo il Rapporto Isfol 2008 restano numerosi i gap del mercato del lavoro italiano e il loro recupero non può che "passare attraverso politiche mirate e un approccio multidimensionale". Inoltre permane consistente la quota del lavoro sommerso e irregolare.
Il basso tasso di occupazione dell'Italia è dovuto all'insufficiente apporto delle regioni meridionali, dove il valore è pari al 46,5%, mentre il Nord-Est e il Nord-Ovest presentano tassi superiori alla media europea (67,6% e 66% rispettivamente).
Per quanto riguarda il rapporto fra donne e mercato del lavoro, l'Italia dista più di 10 punti dall'obiettivo di Lisbona che prevede un’occupazione femminile al 60%. La bassa quota di lavoro femminile deriva in larga misura da una limitata partecipazione nel Mezzogiorno, cui si associano una scarsa presenza di donne a livelli decisionali e una dotazione insufficiente di servizi di supporto e di cura. Il risultato è una forte atipicità sul fronte contrattuale, un'accentuata discontinuità occupazionale legata soprattutto alla maternità e l'inattività, fenomeno che investe le donne in misura doppia rispetto agli uomini.
Dal Rapporto Isfol emerge inoltre che per la prima volta in Italia i lavoratori diplomati raggiungono il 60% della forza lavoro complessiva. Sono in aumento anche i lavoratori in possesso di un titolo universitario (15,7%). Tuttavia, cresce il numero degli adolescenti italiani ''dispersi'' - sono 150-155mila - cioè non inseriti in nessun percorso formativo.

Valentina Casini - DEApress

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 19 Novembre 2008 21:41 )  

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